Ucciso dalle sigarette, condannato l?Ente tabacchi
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fonte:
- Corriere della Sera
E? la prima sentenza in Italia: 200 mila euro agli eredi. L?uomo, morto nel ?91, «non era stato informato dei rischi»
ROMA – Negli Stati Uniti ci hanno fatto l?abitudine, ma in Italia e in Europa è la prima volta: l?Ente Tabacchi Italiani dovrà risarcire 200 mila euro per danni da fumo. La sentenza è della corte d?appello di Roma, che ha ribaltato il precedente, e opposto, verdetto del tribunale. Soddisfatto il ministro della Sanità Girolamo Sirchia («I consumatori vanno difesi con l?informazione»), esultante il Codacons (che annuncia 150 cause gemelle e una class action da cento miliardi di euro), pronta a ricorrere in Cassazione la British American Tobacco, proprietaria dell?Eti dal 2003.
LA BATTAGLIA – Marcello Stalteri, 42 anni, cattedra di diritto comparato alla facoltà di Giurisprudenza di Firenze, ha combattuto per quattordici anni insieme alla mamma Paola Giacalone, 72 anni, una battaglia giudiziaria che sembrava senza speranze. Il padre, Mario, insegnante all?istituto agrario «Abele Damiani» di Marsala, è morto nel ?91, a 64 anni, per un tumore al polmone che lo ha ucciso in due mesi. Per una quarantina d?anni aveva fumato un pacchetto di sigarette al giorno. Nel ?97 il tribunale di Roma ha respinto la richiesta di risarcimento: il giudice Alberto Bucci ha stabilito che i Monopoli di Stato «non avevano alcun obbligo giuridico di informare sui rischi del fumo prima del 1989». L?anno, cioè, in cui è stato introdotto l?obbligo di indicare sulle confezioni le conseguenze legate all?uso del tabacco.
IL VERDETTO – Il principio sancito otto anni fa ieri è stato ribaltato. La prima sezione civile della corte d?appello, spiegano gli avvocati Vincenzo Zeno Zencovich e Giulio Ponzanelli, «ha riconosciuto che la produzione di tabacco è pericolosa e che, quindi, i fabbricanti devono adottare le misure idonee a tutelare i consumatori». Ma non si tratta di una rivoluzione: «La sentenza si inserisce in un filone consolidato – aggiungono i legali dei familiari di Stalteri -. Da trent?anni la giurisprudenza allarga il campo delle attività nocive». Oltre ai 200 mila euro di risarcimento per danni morali, l?Eti dovrà rifondere ventimila euro di spese legali e il costo della perizia, che è stata decisiva per l?esito della causa. I consulenti scelti dalla corte (Enrico Cortesi, Renato Mariani Costantini e Massimo Martelli) hanno infatti attribuito il cancro polmonare proprio alle «bionde».
I PRODUTTORI – La British American Tobacco impugnerà la sentenza: «Non possono essere attribuite a Eti spa – sostiene – le responsabilità per fatti che si sono verificati nel periodo in cui le attività di produzione e commercializzazione del tabacco erano svolte dai Monopoli di Stato». Ma il presidente della corte d?appello, Claudio Fancelli, rivendica la correttezza della decisione: «Tutti gli esami disposti hanno confermato l?elevata probabilità che il tumore fosse causato dal fumo. Credo che le motivazioni siano difficilmente ribaltabili».
LE REAZIONI – Per Girolamo Sirchia, dopo l?introduzione della legge che potrebbe far calare il consumo di sigarette del 5-6%, le scritte sui pacchetti e le campagne di informazione sono sufficienti: «Non occorre calcare la mano», sottolinea il ministro della Sanità. Ermete Realacci, presidente dell?esecutivo della Margherita, considera la sentenza «un precedente importantissimo» e la verde Luana Zanella la definisce «un passo fondamentale per garantire la salute contro gli interessi economici».
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