10 Marzo 2005

Ucciso dal fumo, famiglia risarcita

Ucciso dal fumo, famiglia risarcita

La Corte d`Appello di Roma ribalta la decisione del Tribunale e impone alla Bat Italia il pagamento di duecentomila euro

Sentenza storica per l`Italia: condannati gli ex Monopoli

Roma Il fumo l`ha ucciso: ma ora il produttore di sigarette dovrĂ  risarcire i suoi familiari. Ieri la Corte d`Appello del tribunale civile di Roma ha condannato la Bat Italia Spa (British American Tabacco, ex Monopoli di Stato) a pagare un risarcimento di 200.000 euro alla famiglia di Mario Stalteri, un insegnante di Marsala morto nel 1991 a 64 anni per un tumore al polmone causatogli proprio dal tabacco (fumava un pacchetto al giorno). Una decisione storica, visto che questa era la prima causa in Italia (la seconda in Europa) intentata contro i produttori di sigarette.
La corte, presieduta dal giudice Claudio Fancelli, «ha riconosciuto che la produzione e la messa in commercio di sigarette è un`attivitĂ  pericolosa – spiegano i legali della famiglia, Giulio Ponzanelli e Vincenzo Zeno Zencovich – e, di conseguenza, che il produttore deve adottare tutte le misure idonee a evitare danni ai consumatori». La causa era iniziata nel 1994, quando la moglie e il figlio di Stalteri citarono in giudizio i Monopoli di Stato lamentando la mancata comunicazione da parte dell`azienda dei rischi legati al consumo di tabacco. In primo grado però vinsero i Monopoli. Il tribunale civile di Roma infatti nell`aprile del 1997 respinse la richiesta della famiglia Stalteri, sostenendo che l`uomo era consapevole dei rischi che correva fumando e che l`azienda non aveva l`obbligo di informare sui pericoli derivanti dal fumo. Ma i familiari dell`insegnante non si sono persi d`animo e hanno presentato ricorso in Corte d`Appello, che decise di creare una commissione composta da tre professori per stabilire se la causa del tumore a Stalteri fossero state effettivamente le sigarette. La risposta degli esperti (Enrico Cortesi, Renato Mariani Costantini e Massimo Martelli) fu affermativa. «L`esposizione al fumo deve considerarsi la causa prima, sufficiente e adeguata della neoplasia polmonare insorta nello Stalteri» si legge nella loro perizia. Nel frattempo i Monopoli erano diventati l`Eti (Ente italiano tabacchi), a sua volta poi confluito nella Bat. Che ieri la Corte d`Appello ha condannato a pagare un risarcimento di 200.000 euro, piĂą altri 20.000 a copertura delle spese legali e processuali sostenute dagli Stalteri.
La Bat ha giĂ  detto che farĂ  ricorso in Cassazione. Ma i legali della famiglia non sembrano preoccuparsene, e parlano di «sentenza che premia la tenacia della vedova e del figlio di Stalteri e la loro fiducia nella giustizia italiana. Questa decisione conferma che la giurisprudenza italiana da oltre 30 anni costituisce una garanzia di tutela dei diritti fondamentali della persona, e in particolare del diritto alla salute. Ora lo Stato italiano è richiamato dalla sentenza a una piĂą vigorosa vigilanza sui prodotti dannosi che mette, o che consente vengano messi, in circolazione». Reazioni molto positive anche da parte del Codacons. «Apprendiamo con soddisfazione della sentenza – dice il presidente dell`associazione, Carlo Rienzi – perchĂ© si tratta della conclusione di una lunga battagli intrapresa dall`avvocato Stalteri, vinta anche grazie all`apporto del Codacons. Ora oltre 150 vertenze in Italia e negli Usa per danni da fumo potranno partire. Purtroppo – prosegue Rienzi – siamo ancora distanti dalle condanne americane: 200.000 euro non possono compensare la perdita di una vita umana. Ora ci aspettiamo che il Parlamento approvi una normativa che consenta risarcimenti piĂą sostanziosi».
Il ministro della Salute Girolamo Sirchia, fautore della legge che vieta il fumo nei locali, sottolinea invece che «i consumatori vanno difesi con l`informazione. Di fronte a un andamento così positivo della legge e a una svolta culturale così netta non serve calcare la mano. Le scritte sui pacchetti (che avvertono delle conseguenze del fumo, ndr) sono state appoggiate anche dai medici, da associazioni come la Lega per la lotta ai tumori e da tutti quanti hanno a cuore la salute. In Italia – conclude Sirchia – si prevede una riduzione costante del consumo di sigarette nei prossimi anni: giĂ  quest`anno potrebbe calare del 5/6%».
Il farmacologo Silvio Garattini sottolinea invece che le scritte sui pacchetti “non bastano“. A suo avviso «serve un foglietto illustrativo, analogo a quello dei farmaci, che venga messo dentro ciascun pacchetto e nel quale si spieghino tutti i pericoli del fumo. E` assolutamente necessaria piĂą informazione, soprattutto per i giovani. Tanti di loro infatti iniziano a fumare per emulazione». Garattini conclude bacchettando Vasco Rossi per la sua battuta pronunciata sul palco di Sanremo («tra i dieci comandamenti non c`è il divieto di fumo»): «Nessuno – sottolinea il farmacologo – gli ha chiesto di dirla».

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