Uccisa dalla narcosi durante la cattura
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fonte:
- Il quotidiano della Calabria
TRENTO – Non ha resistito alla narcosi praticata dai tecnici forestali l’ orsa Daniza, in un tentativo di cattura disposta dalla Provincia autonoma di Trento in seguito all’ aggressione subita da un cercatore di funghi nei boschi di Pinzolo nel giorno di ferragosto. Una morte che ha ulteriormente scatenato le polemiche sul fronte ambientalista, animalista e politico. Da più di due settimane i forestali trentini erano impegnati nella ricerca di Daniza e dei suoi due cuccioli. Dopo vari e vani tentativi con le speciali esche di carne e pesce, giovedì sera il cerchio si è stretto attorno all’ orsa fuggitiva, che era munita di radiocollare. Individuata in val Borzago, dopo aver compiuto una serie di razzie di pecore vicino ad una baita, Daniza è stata accerchiata da quattro forestali e un veterinario ed è stata colpita con una dardo munito di anestetico, una dose per un animale di 80 kg, ben al di sotto dei 106 kg di Daniza, dicono in Provincia a Trento. Qualcosa però è andato storto e il plantigrado è in breve deceduto. Forse la morte è collegata a problemi di salute, dice il presidente della Provincia di Trento, Ugo Rossi, che ha disposto l’ autopsia dopo aver informato dell’ accaduto la Procura di Trento e il ministro dell’ ambiente fornendo loro tutta la documentazione sul tentativo di cattura. «Non è la prima volta che Daniza ha subito un’ anestesia», aggiunge Rossi precisando che «anche nel caso l’ orsa fosse stata catturata con una trappola sarebbe stata sottoposta ad anestesia. Dal punto di vista emotivo questa disgrazia evocherà passioni e critiche, ma noi ci siamo mossi in totale aderenza ai protocolli giuridici e medici». La morte di Daniza, il primo orso importato in Trentino dalla Slovenia nel 2000 all’ avvio del progetto Life Ursus, ha in bre ve provocato una raffica di reazioni. Dall’ Enpa, che vuole un’ autopsia eseguita dall’ Istituto zooprofilattico, è partita la richiesta di dimissioni del ministro dell’ ambiente Gian Luca Galletti, che nel frattempo ha chiesto chiarimenti al presi dente della Provincia di Trento, Ugo Rossi. Anche per quest’ ultimo vengono richieste le dimissioni dal segretario della Lega Nord Trentino Maurizio Fugatti. Gli animalisti parlano di orsicidio e annunciano manifestazioni di protesta. Iniziative legali sono già state annunciate da più associazioni animaliste e non solo, fra cui Ai daa (che propone per il 13 settembre una giornata di lutto), Lav e Codacons. Un’ indagine verrà avviata dal Corpo forestale dello Stato. «L’ uomo “feroce idiota” ha colpito ancora», commenta lo scrittore Mauro Corona. Se ne parla poco e distrattamente. Da quando “Medici senza frontiere” (Msf) e l’ Osservatorio di Pavia indagano sulla copertura mediatica delle crisi umanitarie – negli ultimi dieci anni -lo spazio dedicato dai notiziari di prima serata ai contesti di crisi è crollato dal 16,5% nel 2004 al 2,7% nel primo semestre del 2014. L’ amaro bilancio è emerso in occasione della presentazione del rapporto “Le crisi umanitarie dimenticate dai media” al Festival della Letteratura di Mantova. Gabriele Eminente, direttore di Msf Italia, racconta: «Sono passati dieci anni dalla prima analisi sulle crisi dimenticate ed è tempo di bilanci. Se da un lato è indubbio che i telegiornali di prima serata siano sempre più chiusi nei confronti delle crisi umanitarie che avvengono più o meno lontane da noi, è altrettanto vero che in questo decennio il panorama dell’ informazione televisiva è molto cambiato. Anche in Italia, infatti, sono nati dei canali tematici dedicati all’ informazione, come Rainews o Tgcom24 ma la maggior parte delle persone continua a informarsi tramite i notiziari di prima serata. Inoltre, da una recente indagine Eurisko emerge che il 63% della popolazione italiana desidera ricevere dai media più informazioni sulle emergenze umanitarie. Per questo riteniamo che i tg abbiano ancora una grande responsabilità e un importante ruolo da giocare sulla rappresentazione di crisi che hanno impatti gravissimi sulla vita di milioni di persone». Dice l’ indagine: i riflettori vengono puntati per breve tempo soprattutto su conflitti e atti terroristici (il 65,5% sul complessivo delle notizie pertinente sulle crisi) mentre l’ attenzione maggiore è rivolta a fatti che riguardano il coinvolgimento di occidentali. La percentuale delle notizie dedicate a povertà e malnutrizione è invece pari all’ 1,5%; mentre quelle relative alle emergenze sanitarie sono solo 293 in 10 anni (pari all’ 1%).
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