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30 Aprile 2019

Ubriachi sul treno Trenitalia ferma i due macchinisti

sospesi dal loro lavoro fino alla chiusura dell’ iter del procedimento disciplinare aperto dall’ azienda anche la procura di brescia pronta a indagare
Sono stati sospesi dal loro lavoro i due macchinisti, 35 anni il più grande e 21 il più giovane, che domenica mattina erano troppo ubriachi per mettersi alla guida del Frecciarossa che alle 5.17 avrebbe dovuto lasciare la stazione di Brescia per raggiungere Napoli. I due dipendenti di Trenitalia, il più piccolo da quanto era ubriaco è stato ricoverato in ospedale, sono stati sollevati a tempo indeterminato dal loro incarico. «Almeno fino a quando non sarà concluso l’ iter del procedimento disciplinare che abbiamo immediatamente aperto – fanno sapere dall’ azienda – Vogliamo chiarire la situazione».I DUE MACCHINISTI che nella notte tra sabato e domenica hanno alzato troppo il gomito lasciando a terra 67 passeggeri diretti a Napoli rischiano anche il licenziamento. «Verranno valutate le loro condotte – sottolineano da Trenitalia -. Di certo con il loro comportamento hanno tradito il rapporto di fiducia che esiste tra dipendente e datore di lavoro. Prenderemo tutti i provvedimenti del caso».MENTRE l’ indagine interna a Trenitalia muove i primi passi, è pronta a muoversi anche la magistratura ordinaria. La vicenda è approdata sul tavolo del pm di turno, il sostituto procuratore Erica Battaglia, che potrebbe aprire un fascicolo nei confronti dei due macchinisti. L’ ipotesi di reato potrebbe essere quella di interruzione di pubblico servizio perché con la loro condotta avrebbero costretto l’ azienda a sopprimere il treno costringendo i 67 passeggeri a salire su un convoglio diretto a Milano Centrale da dove poi sono riusciti a partire per il capoluogo partenopeo. A scoprire della serata di bagordi fatta dai due macchinisti è stato il capotreno che dopo avere visto il più grande dei due macchinisti in evidente stato di ebrezza ha chiamato la Polfer chiedendo di sottoporlo all’ etilometro. Secondo una prima ricostruzione i due sarebbero stati a cena insieme e lì avrebbero esagerato con gli alcolici tanto che il più giovane, assunto da un paio di anni, nemmeno è riuscito a raggiungere la stazione ferroviaria. Il 35enne è invece arrivato al treno, ma non sarebbe stato in grado di salirciIL RISULTATO è stato impietoso: il macchinista aveva un tasso alcolemico di 1,95 grammi per litro contro lo zero previsto per chi conduce mezzi pubblici. «Facciamo controlli a spot su tutti i nostri dipendenti – ricordano da Trenitalia -. Oltre all’ alcoltest sottoponiamo macchinisti, capistazione e capitreno anche al test della saliva per vedere se sono sotto effetto di stupefacenti. I controlli sono rigorosi È la prima volta che succede un episodio di questo tipo».SULL’ EPISODIO è intervenuto anche il Codacons che ha depositato un esposto in procura a Brescia per attentato all’ incolumità pubblica. «Si tratta di un episodio inaccettabile che ha messo a repentaglio la sicurezza dei passeggeri e dell’ intera comunità- fanno sapere dal Codacons con una nota ufficiale» Si pensi a cosa sarebbe potuto succedere se il treno fosse partito senza che i conducenti fossero stati in grado di rispettare velocità e segnali».Per l’ associazione che difende i diritti dei consumatori si tratta di un fatto davvero grave: «Mettere a repentaglio l’ incolumità pubblica è un fatto che non può passare inosservato. Non è possibile giocare con la sicurezza dei trasportati e, più in generale, dei cittadini. Si è sfiorato il disastro ferroviario ed è giusto che le Autorità intervengano per appurare eventuali responsabilità».
paolo cittadini

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