10 Giugno 2015

Uber: servizio e app sospesi da oggi in tutt’Italia

Uber: servizio e app sospesi da oggi in tutt’Italia

Di Simonetta Scarane I tassisti saranno soddisfatti: da oggi Uber, indicato da loro come il concorrente sleale, è obbligato a sospendere il servizio in tutt’Italia. E Uber Pop, la app di Uber, da oggi deve essere disattivata su tutto il territorio nazionale. Il tribunale di Milano, infatti, ha rigettato oggi la richiesta di sospensiva dell’ordinanza dello scorso 26 maggio con cui era stato sospeso il servizio di UberApp. Il 7 luglio è prevista l’udienza sul ricorso di merito.
Intanto, le associazioni di difesa dei consumatori chiedono a governo e parlamento di cambiare la normativa vigente per aggiornarla e aprirla ai servizi di trasporto organizzati sulle nuove tecnologie.

LA STORIA. Da tempo i tassisti, sostenuti dalle associazioni di categoria, in primis dall’Unione Artigiani, hanno intrapreso una battaglia legale contro il servizio Uber-Pop. Nella guerra delle carte bollate, oggi il tribunale di Milano ha accolto le ragioni dei tassisti che già il 25 maggio avevano visto i accogliere il ricorso nel quale accusavano Uber di “concorrenza sleale”. E nell’occasione, il giudice aveva disposto, con un provvedimento cautelare, il blocco della prestazione del servizio su tutto il territorio nazionale, concedendo a Uber 15 giorni di tempo per adeguarsi all’inibitoria, altrimenti sarebbero scattate le penali.
Uber, invece, si è limitata a offrire quale ipotesi transattiva in via interinale di limitare il servizio dei propri driver alle 15 ore settimanali. E ha presentato un ricorso urgente, bocciato oggi dal tribunale di Milano. Scadute le due settimane, e fallito il tentativo di bonaria composizione, Uber ora deve “arrendersi”.

CONCORRENZA. La sospensione di UberPop non comporta, come sostenuto dalla multinazionale nel reclamo, un “grave danno” perchè “realizza sul mercato la sostanziale e irreversibile disgregazione della community formatasi nel corso di oltre un anno di servizio, a vantaggio di piattaforme concorrenti e servizi alternativi, quali ad esempio la concorrente LetzGo”. Lo sostiene il giudice Marina Tavassi nell’ordinanza con cui ha respinto il reclamo presentato dalla multinazionale contro l’inibitoria del servizio. “Non risultano allo stato offerti in causa”, ha scritto Tavassi nell’ordinanza odierna, “elementi sufficienti per ritenere che LetzGo si proponga nel medesimo ruolo offerto da UberPop. Sembra infatti deporre in senso contrario la presentazione di LetzGo quale carpooling urbano istantaneo. L’ordinanza del giudice Marangoni, ricorda Tavassi, “si era già fatta carico di distinguere il servizio di UberPop rispetto alle forme di car sharing e di ride sharing operative sul mercato, caratterizzate dal fatto che il driver offre a terzi di condividere il medesimo percorso da lui già programmato al fine di dividere le relative spese”.

LE REAZIONI DEl CONSUMATORI. Il blocco del servizio offerto da Uber è una notizia negativa, secondo il Codacons che chiede la modifica della legge vigente in materia per adeguarla e renderla al passo con le nuove possibilità offerte dal mercato e dalla tecnologia”, ha  spiegato il presidente Carlo Rienzi. “Ovviamente”, ha aggiunto, “devono essere previste tutele per i tassisti, che non devono subire danni ingiusti e una lesione della propria professionalità, ma crediamo sia ampiamente possibile integrare in Italia servizi come Uber Pop ai taxi tradizionali. Non è possibile costruire dighe per ostacolare lo sviluppo e nuove possibilità in favore degli utenti perché in tal modo si produce un evidente danno ai consumatori sul fronte della libertà di scelta e delle tariffe”.
L’Unione Consumatori, dal canto suo, ha chiesto l’intervento di governo e parlamento per una soluzione politica. “La soluzione non può che essere politica. Non possono essere i giudici a dipanare la matassa. E’ evidente che il vuoto normativo, messo in evidenza anche dall’Autorità dei trasporti, non può essere colmato a suon di sentenze, nelle aule di giustizia. I giudici, infatti, non possono applicare leggi vecchie e superate” ha dichiarato Massimiliano Dona, segretario dell’Unione nazionale consumatori.

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