11 Giugno 2015

Uber Pop, altra bocciatura E la società sospende l’ app I tassisti: avevamo ragione

Uber Pop, altra bocciatura E la società sospende l’ app I tassisti: avevamo ragione
negata la sospensiva. si torna in aula il 2 luglio.

di NICOLA PALMA – MILANO – IL SERVIZIO si è fermato alle 12.01 di ieri. Dopo un anno di attività, la start-up Uber ha oscurato la versione Pop dell’ app (attiva a Milano, Genova, Torino e Padova), vale a dire quella che consente a chiunque abbia un documento di guida, un’ auto immatricolata da meno di 7 anni e la fedina penale pulita di caricare clienti a tariffe low cost. La società ha atteso fino all’ ultimo giorno utile concesso dal giudice Claudio Marangoni, sperando che venisse accolta la richiesta di sospensiva. E invece Marina Tavassi, presidente della Sezione specializzata in materia d’ impresa, ha negato il blocco in attesa di discutere il reclamo nel merito (udienza il 2 luglio). Di più. «Si deve premettere – si legge nel documento – che l’ ordinanza reclamata (quella datata 26 maggio che ha sancito l’ illegittimità di Uber Pop, ndr) è da intendersi come immediatamente esecutiva, nonostante che alcune conseguenze o alcuni provvedimenti abbiano a valere solo a far tempo dal quindicesimo giorno successivo alla comunicazione». Detto altrimenti: il servizio avrebbe dovuto essere fermato già due settimane fa. E non è sufficiente il parere pro Uber dell’ Authority Trasporti: «Se è vero – argomenta Tavassi – che detta segnalazione dà atto della crescente diffusione sul mercato dell’ utilizzio di piattaforme informatiche, la stessa si fa carico di segnalare a Governo e Parlamento una serie di elementi necessari alla regolazione di tale specifica “nuova disciplina”, suggerendo appunto l’ introduzione di una nuova norma». Tradotto dal legalese: il servizio Pop potrà avere diritto di cittadinanza se e quando verrà modificata la 21 del 1992. Per adesso no. Ribadita pure la differenza tra l’ app low cost di Uber e il car sharing, cioè la condivisione dell’ auto per raggiungere una meta comune. A tal proposito, la difesa della start-up aveva paventato «un grave danno» dall’ oscuramento della piattaforma a vantaggio del car pooling di Letzgo. Secca la replica del giudice: «Se il grave danno potesse essere integrato dal semplice rischio di veder sottratto, in tutto o in parte, il proprio avviamento, dovrebbe essere sospesa l’ esecuzione di ogni provvedimento inibitorio». SODDISFATTO l’ avvocato Marco Giustiniani, legale che ha curato il ricorso dei tassisti: «Non ci sono più alibi, è la seconda volta che il Tribunale ordina a Uber di bloccare l’ attività Uber Pop per concorrenza sleale, precisando anche che avrebbe dovuto farlo sin dal 26 maggio scorso». Anche i sindacati di categoria cantano vittoria: «Avevamo ragione, non poteva andare diversamente», taglia corto Silla Mattiazzi di Uiltrasporti. «Il giudice Marangoni ha sancito l’ illegittimità di Uber Pop: se fosse passato il concetto del conducente non professionale, prima o poi la deregulation fiscale e previdenziale avrebbe coinvolto tutti», ragiona Giovanni Maggiolo di Unica Cgil. Di parere opposto Altroconsumo e Codacons: «Danneggiati i consumatori».

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