Uber non si ferma. E attende i giudici
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fonte:
- Corriere della Sera
roma, il tribunale accoglie il ricorso della multinazionale. la prossima udienza fissata per maggio
Dopo il reclamo dei vertici di Uber, il Tribunale di Roma ha sospeso l’ oscuramento della app disposto la scorsa settimana, in attesa del prossimo atto della querelle giudiziaria che vede la società italo-olandese a rischio estromissione dal territorio nazionale per «concorrenza sleale» ai danni di tassisti e autisti Ncc, uniti nella battaglia legale. Una sospensione accordata in ragione degli «effetti potenzialmente irreversibili» del provvedimento e del «prevedibile forte impatto sul servizio di trasporto per la collettività». La prossima udienza è fissata il 5 maggio. Due gli scenari possibili. O la discussione immediata nel merito che porterebbe a un verdetto definitivo entro la fine di maggio o un ulteriore slittamento tecnico. In ogni caso non si andrà oltre la metà di giugno. «Siamo molto felici – si legge in una nota di Uber – di poter comunicare a tutti i driver (un migliaio secondo quanto dichiarato dalla app, ndr ) e agli utenti (83 mila sempre secondo i dati Uber, ndr ) che potranno continuare a utilizzare l’ applicazione» fino alla discussione nel merito del ricorso di taxi e Ncc. Dal governo, impegnato nella revisione normativa di un settore legato alle regole di una legge del 1992, ieri ha parlato il ministro dei Trasporti Graziano Delrio ai microfoni televisivi di RaiNews24 : «Stiamo ragionando sulle ultime proposte per fare in modo che non siano i tribunali a decidere ma una regolazione moderna ed efficiente», precisando la difficoltà del districarsi tra le istanze di «multinazionali molto agguerrite dove normalmente le condizioni di lavoro sono molto parziali e non adeguate» e «l’ esigenza crescente di mobilità». Duro il commento via Twitter del presidente della commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia (Pd): «Finché Uber non pagherà le tasse in Italia non sarà mai un interlocutore credibile – scrive -. Le imposte si pagano dove si fanno i profitti». Il riferimento è allo schema societario con cui la multinazionale americana è attiva in Italia, un complesso di società italo-olandesi, in cui l’ unica realtà di diritto nazionale svolge servizi di consulenza, come riportato anche nell’ ordinanza del giudice che ordinava lo stop. Schierate a fianco della multinazionale, gran parte delle associazioni dei consumatori. Da Altroconsumo («Saremo in udienza accanto a Uber per tutelare i diritti dei cittadini») al Codacons («Consentire a Uber di operare senza limitazioni») fino all’ Unione consumatori («Ora governo e Parlamento facciano la loro parte»). Per i tassisti, infine, interviene l’ Unione artigiani: «Abbiamo fiducia nella magistratura in questa lotta per la legalità».
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