TV: REALITY CON RENE IN PALIO,DALL`ITALIA UN CORO DI NO
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fonte:
- Ansa
ENDEMOL ITALIA, DRASTICAMENTE ESCLUSO CHE APPRODI SU NOSTRA TV
(ANSA) – ROMA, 30 MAG – Choc, disgusto, preoccupazione e la
convinzione che l`ultima frontiera dei reality show non debba
arrivare sulla tv italiana: un coro di no si solleva dal mondo
delle associazioni, della politica e della scienza contro Big
Donor Show, il format Endemol che vede tre dializzati in gara
per ricevere un rene da una malata terminale, atteso venerdì in
prima serata sulla tv olandese Bnn. Il format ha sollevato un
polverone in Olanda, ma anche nel resto d`Europa: il senso vero
dell`operazione – in cui sembra che si troverà una risposta
anche alle obiezioni `tecniche` – sembra che sarà svelato solo
venerdì. Da Endemol Italia, comunque, fanno sapere che è
drasticamente escluso che il format possa essere prodotto in
Italia.
Protagonista è Lisa, 37 anni, affetta da un cancro
inoperabile al cervello e pronta a donare un rene a uno di tre
ammalati sottoposti a dialisi. Il pubblico da casa potrà votare
via sms. “Lisa è un`ammalata terminale, ma vuole che altri
abbiano una vita più lunga e più sana: perciò donerà un rene
a qualcuno che lei stessa sceglierà“, dice il conduttore del
programma, Patrick Lodiers, nel trailer della Bnn. Per il
presidente dell`emittente, Laurens Drillich, lo scopo è
“attirare l`attenzione sulla donazione di organi“. La Bnn ha
scelto di mandare in onda il reality nel giorno del quinto
anniversario della morte del suo fondatore, Bart de Graaff,
scomparso dopo aver atteso sette anni un donatore di reni.
Se il commissario Ue alla Salute, Markos Kyprianou, è
“choccato“ dalla decisione di trasmettere il programma, in
Italia il Codacons, l`Aiart e il Movimento genitori chiedono che
le emittenti “non si rendano complici di tanta inciviltà“.
L`Aiart si appella a Mediaset, proprietaria di Endemol,
affinché “intervenga per evitare che si continuino a produrre
programmi lesivi della dignità“, mentre il Codacons si augura
che la Rai “non debba `togliersi un rene` per acquistare il
format“. Levata di scudi anche dal fronte scientifico: il
bioeticista Francesco D`Agostino parla di un fatto di “gravità
inaudita“, che “dimostra il fallimento di ogni etica
individualistica, poiché si arriva a ridurre le scelte morali
delle persone al mero rispetto delle preferenze personali“. In
Italia, spiega Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro
nazionale trapianti, affidarsi a un format per assegnare un
organo sarebbe contro la legge, che prevede che “un magistrato
verifichi che tra le parti non ci siano interessi economici,
interessi di qualsiasi tipo e coercizione“. Inoltre tocca a una
terza parte, formata da un medico legale, uno psicologo e un
esperto di trapianti, regolare la consapevolezza e l`importanza
del gesto. Fuori dal coro la vicepresidente del Comitato
nazionale di bioetica, Cinzia Caporale, convinta che sia
“meglio uno scandalo pubblico che temi bioetici sepolti: non
auspico la diffusione di questo genere di reality-show, tuttavia
bisogna riconoscere che ha il merito di portare allo scoperto il
problema della donazione d`organi da vivente“.
“Siamo alla follia, al punto di non ritorno“, commenta
invece Luisa Capitanio Santolini, responsabile Udc per le
Famiglie, che ritiene “agghiacciante che anche solo si parli
della possibilità di un arrivo in Italia del reality show“.
Disgustato Maurizio Gasparri di An, che invita “l`Autorità per
le Comunicazioni a pronunciarsi in merito“ e si augura che il
vertice Rai “abbia avuto il buon senso ed il buon gusto di non
avere neanche mai preso in considerazione l`ipotesi di importare
il format“. Chiama in causa il governo il capogruppo dei Verdi
in Commissione Affari sociali alla Camera, Tommaso Pellegrino,
perché chieda alle autorità olandesi di non autorizzare la
messa in onda del reality. (ANSA).
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