31 Maggio 2007

TV: REALITY CON RENE IN PALIO,DALL`ITALIA UN CORO DI NO

TV: REALITY CON RENE IN PALIO,DALL`ITALIA UN CORO DI NO/ANSA




ENDEMOL ITALIA, DRASTICAMENTE ESCLUSO CHE APPRODI SU NOSTRA TV









(ANSA) – ROMA, 30 MAG – Choc, disgusto, preoccupazione e la

convinzione che l`ultima frontiera dei reality show non debba

arrivare sulla tv italiana: un coro di no si solleva dal mondo

delle associazioni, della politica e della scienza contro Big

Donor Show, il format Endemol che vede tre dializzati in gara

per ricevere un rene da una malata terminale, atteso venerdì in

prima serata sulla tv olandese Bnn. Il format ha sollevato un

polverone in Olanda, ma anche nel resto d`Europa: il senso vero

dell`operazione – in cui sembra che si troverà una risposta

anche alle obiezioni `tecniche` – sembra che sarà svelato solo

venerdì. Da Endemol Italia, comunque, fanno sapere che è

drasticamente escluso che il format possa essere prodotto in

Italia.

Protagonista è Lisa, 37 anni, affetta da un cancro

inoperabile al cervello e pronta a donare un rene a uno di tre

ammalati sottoposti a dialisi. Il pubblico da casa potrà votare

via sms. “Lisa è un`ammalata terminale, ma vuole che altri

abbiano una vita più lunga e più sana: perciò donerà un rene

a qualcuno che lei stessa sceglierà“, dice il conduttore del

programma, Patrick Lodiers, nel trailer della Bnn. Per il

presidente dell`emittente, Laurens Drillich, lo scopo è

“attirare l`attenzione sulla donazione di organi“. La Bnn ha

scelto di mandare in onda il reality nel giorno del quinto

anniversario della morte del suo fondatore, Bart de Graaff,

scomparso dopo aver atteso sette anni un donatore di reni.

Se il commissario Ue alla Salute, Markos Kyprianou, è

“choccato“ dalla decisione di trasmettere il programma, in

Italia il Codacons, l`Aiart e il Movimento genitori chiedono che

le emittenti “non si rendano complici di tanta inciviltà“.

L`Aiart si appella a Mediaset, proprietaria di Endemol,

affinché “intervenga per evitare che si continuino a produrre

programmi lesivi della dignità“, mentre il Codacons si augura

che la Rai “non debba `togliersi un rene` per acquistare il

format“. Levata di scudi anche dal fronte scientifico: il

bioeticista Francesco D`Agostino parla di un fatto di “gravità

inaudita“, che “dimostra il fallimento di ogni etica

individualistica, poiché si arriva a ridurre le scelte morali

delle persone al mero rispetto delle preferenze personali“. In

Italia, spiega Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro

nazionale trapianti, affidarsi a un format per assegnare un

organo sarebbe contro la legge, che prevede che “un magistrato

verifichi che tra le parti non ci siano interessi economici,

interessi di qualsiasi tipo e coercizione“. Inoltre tocca a una

terza parte, formata da un medico legale, uno psicologo e un

esperto di trapianti, regolare la consapevolezza e l`importanza

del gesto. Fuori dal coro la vicepresidente del Comitato

nazionale di bioetica, Cinzia Caporale, convinta che sia

“meglio uno scandalo pubblico che temi bioetici sepolti: non

auspico la diffusione di questo genere di reality-show, tuttavia

bisogna riconoscere che ha il merito di portare allo scoperto il

problema della donazione d`organi da vivente“.

“Siamo alla follia, al punto di non ritorno“, commenta

invece Luisa Capitanio Santolini, responsabile Udc per le

Famiglie, che ritiene “agghiacciante che anche solo si parli

della possibilità di un arrivo in Italia del reality show“.

Disgustato Maurizio Gasparri di An, che invita “l`Autorità per

le Comunicazioni a pronunciarsi in merito“ e si augura che il

vertice Rai “abbia avuto il buon senso ed il buon gusto di non

avere neanche mai preso in considerazione l`ipotesi di importare

il format“. Chiama in causa il governo il capogruppo dei Verdi

in Commissione Affari sociali alla Camera, Tommaso Pellegrino,

perché chieda alle autorità olandesi di non autorizzare la

messa in onda del reality. (ANSA).

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