19 Gennaio 2021

TV: QUANDO LA7 VUOLE FARE BUONA MORALE

     

    GILETTI DOPO TONY COLOMBO SDOGANA ANCHE LO STUPRATORE GENOVESE

    E LA PROCURA DI MILANO LASCIA FARE I PROCESSI IN TV IN BARBA AL SEGRETO ISTRUTTORIO

    Dopo i grafici e plastici di Vespa ora ci mancavano quelli di Giletti. Gia’ tempo fa dovemmo constatare che la fame di audience – cattiva consigliera – aveva sdoganato il mondo oscuro che ruota intorno ai cantanti melodici napoletani dando un grande palcoscenico ai coniugi Colombo. Ora ci risiamo ma in un caso piu’ pericoloso: la violenza sessuale.
    Non mettiamo in dubbio che il serafico Giletti (che a mani giunte come un sacerdote ripete ogni 3 minuti che lui vuole solo capire…solo la verita’…e altre amenita’) sia animato dalle migliori intenzioni. Ma…
    Vediamo come il santo presentatore organizza le cose: da una parte al centro mette i due porta/ragazze del Genovese, un certo Leali e la sua disinibita fidanzata, e a questi dà il compito di difendere il detenuto evidenziando il mondo oscuro delle notti milanesi di modelle e tossicodipendenze dove tutte le giovanette sono lì pronte a concedersi per ballare e sniffare.
    Dall’altro lato una avvenente psicologa e due co-conduttori che fanno la parte dei moralisti a tutta spinta per i quali quel mondo mai potrebbe giustificare una violenza. Al centro un avvocato che scoprendo l’ombrello spiega alla gente che anche la peggiore prostituta non deve essere mai oggetto di sesso non voluto.
    Negli ultimi anni 90000 operatrici del sesso in Italia , 3 milioni di clienti e un fatturato annuo di 3.9 miliardi di euro – il 10% minorenni e il 55 % straniere – il mondo delle sex workers esiste come realta’ di sfruttamento violenza e degrado ma questo fenomeno viene usato come capro espiatorio per offendere e censurare l’immagine di una donna sessualmente disinibita non a caso assimilata alla prostituta. Ora se il nostro ineffabile serafico presentatore continua a mettere a fianco quel mondo della notte – normale nella sua anormalita’- allo stupratore, per quanto si affanni a condannare la violenza, alla fine la fa apparire come il portato naturale quasi obbligato di una normalità nella quale la giovinetta testimone di turno (anche lei presente in tv) si presenta dal giudice e dice che… per carità…lei non ha mai fatto sesso con Genovese, solo ballato e sentito la musica a palla, e che alle 4 di notte entrata nella stanza per recuperare la borsetta e può testimoniare che i tre nudi e drogati sul letto non facevano nulla di strano o illecito.
    E, infatti, la gente alla fine della trasmissione pensa: ma se sono tutte prostitute e gigolò questi giovani che affollano le notti milanesi e dopo le violenze si ripresentano a casa di Genovese come niente fosse, ma come si potrebbe condannare – almeno moralmente – un riccastro che le fa felici riempiendole di coca e danaro per fare felice se stesso?
    Ecco la trappola gilettiana: ti mostro il mostro, ma dentro una cornice di prostituzione che rappresenta la normalità delle notti in questione e alla fine sarai comprensivo e ti verrà il dubbio che anche se una volta ce’ stato uno stupro, in generale che pretendono tutte ste fanciulle che corrono ora dall’avvocato a chiedere condanne e soldi al cattivone?
    Allora, e per concludere, davvero Giletti – che , poverino, sbalordisce quando sente di amori a tre, orge e droga perché lui nella vita ha sempre solo frequentato la parrocchia – pensa di fare trasmissioni contro la violenza e lo stupro con questo sistema? O forse “inconsciamente” solleticando la morbosità dei telespettatori del dopo mezzanotte non punta altro che a fare audience e creare consenso allo stupratore generoso?
    E la Procura della Repubblica di Milano che indaga, non pensa che dovrebbe impedire che il processo venga fatto in tv violando il segreto istruttorio con i testimoni che sfilano prima a palazzo di giustizia e poi negli studi del La7?
    bah!! IL Codacons è stato criticato da alcune associazioni di donne femministe per avere fatto un calendario sociale con ragazze poco vestite….ma le donne che hanno allora protestato contro il calendario non sentono il dovere di alzare la voce contro un quadro della vita notturna milanese dove domina una immagine di ragazza prostituta pronta a tutto e dove i milionari drogati sembrano quasi vittime di queste forsennate cacciatrici di eccessi?

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