Tv, nel fine settimana torna lo “sciopero“ del telecomando
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fonte:
- Reuters
MILANO (Reuters) – Spegnere la tv e dedicare più tempo ai rapporti con gli altri, a visitare musei, assistere a spettacoli teatrali o semplicemente a fare una passeggiata.
E` quello che si propone lo “sciopero nazionale dei telespettatori“ per il prossimo fine settimana, sabato 11 e domenica 12 dicembre, con l`astensione dai programmi televisivi almeno per una sera, da dedicare ad attività socializzanti e culturali.
Appoggiato dal Codacons, dal movimento Slow Food, Legambiente Lombardia e l`Osservatorio dei diritti sui minori, lo sciopero è organizzato dall`associazione Esterni, che lo ha realizzato per la prima volta nove anni fa a Milano facendolo diventare lentamente un evento nazionale.
Tanti sono i musei, i teatri, i cinema e i centri culturali coinvolti, che consentiranno l`ingresso ridotto o gratuito presentando il telecomando alle loro strutture, come il museo della Scienza e della tecnologia di Milano, la Casa Buonarroti di Firenze, il Museo di scienze naturali di Napoli, la Triennale di Milano, la Cineteca di Bologna, il Museo Archeologico di Bergamo, il museo del Cinema di Torino.
Tutte le adesione — attualmente più di 200 — vengono aggiornate quotidianamente sul sito Web www.sciopero.tv, dove si trovano anche tutte le informazioni e i percorsi cittadini per usufruire al meglio delle iniziative in programma. A Milano è prevista anche una grande festa nazionale per celebrare l`evento.
Si stima che siano 12 le regioni rappresentate, 52 le piazze coinvolte, più di 500 gli appuntamenti in 48 ore in tutta Italia e un pubblico potenziale di 1 milione e 500 mila spettatori in sciopero tra le 20:30 e le 22:30 di sabato.
In quella fascia oraria sarà infatti misurato il cosiddetto “dato di non ascolto“ che sarà reso noto lunedì 13 dal “Syndacato dei telespettatori“, che punta a coinvolgere entro il dicembre 2006 circa 15 milioni di persone.
L`evento — precisano gli organizzatori — è pensato “contro l`isolamento provocato dall`uso della tv e il suo consumo smisurato, ma contro nessun programma e nessun personaggio in particolare, senza mai entrare nel merito dei palinsesti e soprattutto al di fuori di ogni schieramento o qualsivoglia polemica“.
A dicembre dello scorso anno furono 400mila gli spettatori che non guardarono la tv durante lo sciopero, mentre nel giugno di quest`anno — ultimo sciopero realizzato — sono stati 700mila.
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