30 Novembre 2010

Tv digitale. “Troppi disagi, è un disastro”

250 euro il prezzo medio di una tv con decoder integrato 12 milioni gli italiani nell’ ultimo mese passati al digitale Da pagina 1 Il problema esiste, soprattutto persiste, a maggior ragione perché non si vede (niente). Poi, come sempre, dipende dai punti di vista: nel settore di decoder e televisori con decoder integrato si fanno affari maggiori, antennisti, impiantisti ed elettricisti tuttofare lavorano di più, le associazioni dei consumatori protestano contro «gli sciacalli» che per un’ installazione a domicilio dei canali chiedono 100 euro anziché i canonici 40, infine, andando al sodo, ognuno dice la sua e la gente non capisce. Il passaggio al digitale terreste, da noi (regione, città, provincia) è stato completato. Finalmente completato? Mah. Misteri, proteste, attese. E domande. Quali le responsabilità, se ne ha, dell’ amministratore di condominio, visto che l’ antenna comune dev’ essere riprogrammata, anzi doveva esserlo da tempo? Quanto ancora dureranno i disagi, poco, cioè fino a metà dicembre come tranquillizzano dal ministero, oppure tanto, forse fino a gennaio avanzato come temono certi esperti? Canali che non si trovano, che tornano, che scompaiono l’ indomani; pacchetti acquistati, come quelli di partite di calcio, e non più visibili; Rai 1 che, per la rabbia dei tradizionalisti, sull’ 1 non riesce a stare, anzi vaga e si ferma altrove, sul 10, sul 40, sul 111, idem Canale 5 e La7. Bella o brutta che sia, la tele è un’ abitudine. O una dipendenza, a vedere l’ andazzo di questi giorni: rabbia, litigi, dita e mani infiammate causa compulsivo pigiare dei tasti per la sincronizzazione. Ora, una parentesi doverosa: prima di insultare il mondo intero, a volte servirebbe un esame di coscienza. Quanto siamo imbranati? Quanti non han la pazienza di mettersi lì un attimo davanti alla tivù e studiare, tentare, ritentare? Chiusa la parentesi, guardiamo gli altri. Il ministero competente, quello dello Sviluppo economico, mette a disposizione il numero verde 800.022.000. L’ attesa è infinita, dice la gente. Telefonata alle 16.21 di ieri: l’ operatore risponde dopo 17 minuti e 41 secondi. Ma in fondo, cosa ci sarà mai da chiedere? I prezzi son presto detti. Da Mediaworld un decoder va dai 19 ai 100 e passa euro; un televisore con decoder incorporato viaggia sui 250 di media. Non si pensi che basti pagare e finita lì. Per esempio, magari il ripetitore al quale si aggancia il vostro palazzo non ha cambiato le frequenze e il segnale arriva scarso, incompleto, confuso. Lo sistemeranno, per carità, nel corso delle prossime settimane, non ci sono dubbi. Possibile che mai una volta le cose siano perfette e puntuali? Sentiamo l’ associazione dei consumatori Altroconsumo: «Il passaggio definitivo al digitale doveva concludersi il 26 novembre ma sono molti gli strascichi tecnici. Molti abbonati di Mediaset Premium e Gallery non sono riusciti a fruire dei programmi per cui hanno pagato». Altroconsumo invita Mediaset a «predisporre un bonus di risarcimento». Altri consumatori, quelli del Codacons, ricordano di acquistare decoder con più di una presa scart, di garantirsi la Lcn (la funzione di ordinamento automatico dei canali) e la Epg (la guida elettronica ai programmi). Sarebbe infine intelligente, ragiona un ingegnere del settore, informarsi della potenza del segnale («Caratteristica fondamentale, fa la differenza») del decoder, ma questa informazione, preziosa e per certi versi ovvia, «naturalmente viene riportata di rado, molto di rado».
 

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