17 Novembre 2009

TV digitale terrestre: nel Lazio c’è ma non si vede

 Il digitale terrestre è esploso. O meglio, è esploso il “caso” digitale terrestre, adesso che lo switch off dall’analogico al digitale ha colpito una delle regioni più importanti d’Italia (non solo per ciò che riguarda la densità di popolazione, ma anche per la concentrazione di mezzi informativi nazionali): il Lazio. Ieri il passaggio al digitale terrestre delle frequenze televisive del Lazio (solo un primo passo, che si dovrebbe concludere gradualmente nei prossimi giorni) ha causato scompiglio e problemi a moltissime persone, che all’improvviso si sono viste oscurare i loro canali televisivi preferiti. E questo nonostante da tempo si cercasse di informare la popolazione sui possibili problemi derivati da questa piccola rivoluzione tecnologica, che poi tanto piccola non è, visto che va a toccare uno dei settori più amati dalla popolazione italiana: la TV. Ma torniamo ai fatti. Ieri c’è stato il primo passo verso lo switch off del Lazio che porterà le frequenze televisive a passare dalla trasmissione di tipo analogico a quella digitale. La conseguenza è stata una mezza paralisi degli ascolti televisivi laziali e, soprattutto, romani, dovuta più che altro al fatto che la mancanza di vere informazioni sul digitale terrestre (la stessa TV, per esempio, ne ha sempre parlato pochissimo, almeno in termini pratici) ha privato i cittadini romani della possibilità di prepararsi a dovere al passaggio al DTT. Questo ha provocato una vera e propria tempesta di chiamate telefoniche ai call center ministeriali, da parte soprattutto di persone anziane, che non sono riuscite a sistemare adeguatamente i loro vecchi impianti televisivi, nonostante in molti abbiano acquistato un decoder come genericamente consigliato. Ma i problemi sono tanti, e non basta comprare il decoder al supermercato per risolverli. Cerchiamo di capire quali sono questi problemi. I decoder Attenzione a quello che comprate. E, soprattutto, se avete intenzione di fare un acquisto anticipato rispetto al momento in cui scatterà lo switch off nella vostra regione, ponete grande attenzione al tipo di decoder che vi portate a casa. O meglio: aspettate ancora un po’, perché non è assolutamente certo che il decoder che trovate in vendita oggi sugli scaffali dei negozi sia adatto alle frequenze del digitale terrestre che arriveranno nella vostra regione. Questo è uno dei problemi che hanno colpito i romani dopo lo switch off di ieri: diverse persone hanno acquistato uno o più decoder alcuni mesi fa, per prepararsi a dovere in attesa dell’arrivo del DTT, ma adesso non riescono a vedere niente. Perché’ Semplicemente perché hanno acquistato decoder che non riescono a elaborare la frequenza del segnale del digitale terrestre trasmesso nel Lazio. E, soprattutto, non riescono a regolare la sintonizzazione dei canali nella maniera adeguata. Meglio acquistare, allora, i decoder con il bollino blu, come dice qualcuno’ Dipende. In realtà, il bollino non è un marchio di garanzia assoluta del prodotto, né l’assicurazione che quel decoder funzionerà alla perfezione, una volta collegato all’antenna TV. E’ solo un marchio che certifica la differenza fra i decoder di tipo zapper, ovvero che sono in grado di ricevere solo le frequenze libere del digitale terrestre, e quelli che invece possono ricevere anche le frequenze dei canali a pagamento e gestire i servizi interattivi abbinati al digitale terrestre. Le antenne E’ vero, teoricamente non c’è bisogno di cambiare l’antenna sul tetto, per ricevere il digitale terrestre, ma… i ma sono tanti, purtroppo. A Roma, per esempio, molti utenti hanno avuto problemi di ricezione causati non dal decoder, ma dall’impianto stesso, che a partire dall’antenna fino ai cavi che portano il segnale al televisore non sono adeguati a trasportare il digitale terrestre. Se un impianto è molto vecchio e i cavi risalgono a molti anni fa, è possibile che si debba sostituirli per poter ricevere il digitale terrestre in maniera corretta. Per fare questo, e per poter avere la certezza che il proprio impianto di casa (singolo o centralizzato) funzioni a dovere e sia compatibile con il DTT, il consiglio è di rivolgersi a un antennista specializzato. Ma se il digitale ancora non è arrivato nella vostra regione, aspettate a prendere provvedimenti. Anche in questo caso, come per i decoder, conviene aspettare che lo switch off sia avviato, e poi, se ci sono problemi di ricezione, contattare un antennista per verificare la compatibilità del proprio impianto. E adesso’ In definitiva, la superficialità con cui si è affrontato il problema del digitale terrestre, e la mancanza di informazioni da parte dei media più generalisti, soprattutto la televisione stessa, sta portando parecchi disagi ai cittadini, e un assommarsi di costi (per l’acquisto di decoder, antenne, cavi, manutenzioni varie) imprevisto, che certo non giova alle tasche degli italiani.  A fronte di questo, il Codacons ha annunciato che presenterà un ricorso d’urgenza al TAR del Lazio, con la speranza di poter ritardare le operazioni di passaggio al digitale terrestre a Roma e nella regione Lazio. Prepararsi allo switch off è quindi importante, pur senza esagerare e senza inutili allarmismi. Prendiamo esempio da quello che sta succedendo nel Lazio, e speriamo che le autorità capiscano che non basta fare pubblicità alla vendita di decoder o distribuire contributi ministeriali, per risolvere i possibili problemi: occorre informare le persone, e non c’è niente di meglio della televisione per entrare nelle case di tutti e far capire quello che sta per succedere. Almeno finché la TV sarà possibile vederla ancora…
 

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