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20 Gennaio 2010

TV: DECRETO;AL VIA DIALOGO GOVERNO-ASSOCIAZIONI SETTORE

DA DOMANI AUDIZIONI ALLA CAMERA, AGCOM RIFERISCE AL SENATO IL 26

(ANSA) – ROMA, 20 GEN – Parte il dialogo tra governo e

associazioni del settore audiovisivo sul decreto che recepisce

le nuove norme Ue in materia di tv e Internet. Dopo lo sciopero

di ieri, che ha bloccato i set in tutta Italia, oggi produttori,

autori e sindacati sono stati ascoltati dal viceministro alle

Comunicazioni Paolo Romani, che ha confermato l’apertura a

possibili modifiche al testo nelle norme sulle quote di

investimento nel prodotto indipendente e sui diritti residuali.

   Domani, intanto, con le prime audizioni in commissione

Trasporti e Cultura, parte la discussione del provvedimento

anche alla Camera: dalle 15 tocca a Alpi (Associazione emittenti

locali per la libertà e il pluralismo dell’informazione),

Aeranti-Corallo, Frt (Federazione Radio Televisioni), Rna (Radio

nazionali associate), Atdi (televisioni digitali indipendenti) e

Upa (Utenti pubblicità associati). E sempre in sede

parlamentare, il 26 gennaio in commissione Lavori pubblici al

Senato, l’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni si è

riservata di dire la sua sul provvedimento: toccherà al

presidente, Corrado Calabrò, esporre "le osservazioni e

eventuali proposte di modifica".

   Nella sede del ministero di largo Brazzà si sono avvicendate

oggi pomeriggio le diverse associazioni coinvolte nella

mobilitazione di ieri – dall’Apt (produttori tv indipendenti)

all’Anica, dall’Art (registi tv) ai Centoautori – e Cgil, Cisl,

Uil. "Abbiamo fatto presenti le nostre ragioni – spiega lo

sceneggiatore Stefano Rulli – ribadendo che chiediamo il

ripristino delle quote di investimento, non solo per la Rai ma

anche per Mediaset e Sky, delle sottoquote per il cinema

italiano e dei diritti residuali. Romani ci ha ascoltato e ci ha

assicurato che le nostre posizioni saranno tenute in

considerazione". Più in generale, continua Rulli, "abbiamo

affrontato anche il problema della delocalizzazione delle

produzioni italiane, specie se realizzate con i soldi pubblici,

come accade per la Rai. Facciamo fatica per realizzare i nostri

progetti a Sofia o in Serbia e soprattutto si sottrae lavoro

agli italiani". Il tavolo, comunque, resta aperto: Romani,

conclude Rulli, "si è riservato di riconvocare tutte le

associazioni dopo aver rimesso a punto il testo".

   Oggi, intanto, nuova giornata di mobilitazione per i

lavoratori Mediaset, in sciopero contro l’esternalizzazione del

ramo sartoria, trucco e acconciature. La protesta è arrivata

davanti a Montecitorio, scandita da slogan e accompagnata da

cartelli e grossi palloni bianchi con le scritte ‘Processo

breve, licenziamenti rapidi’, ‘Non siamo lavoratori usa e

getta’, ‘Senza trucco, allora giu’ la maschera". Oltre al

sostegno dei giornalisti di Tg5, Studio Aperto, Tg4, Videonews,

Sportmediaset e Tgcom che oggi hanno ritirato le firme, i

manifestanti hanno raccolto anche la solidarietà di Pd, Idv,

Associazione stampa romana e Codacons. Il corteo si è poi

spinto fino a palazzo Grazioli, residenza romana del presidente

del consiglio Silvio Berlusconi. (ANSA).

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