27 Giugno 2013

Tutto quello che aumenterà da giugno a dicembre

Tutto quello che aumenterà da giugno a dicembre

Da una parte si toglie, dall’ altra rientrano i costi per i cittadini. Dopo il rinvio del pagamento della rata Imu , in vista di un’ intesa per una riforma complessiva della tassazione, il Consiglio dei ministri ha approvato lo slittamento a settembre dell’ aumento dell’ Iva dal 21 al 22 per cento. Eppure, per i consumatori non sembra ancora arrivato il momento per cantare vittoria. Qualcuno pagherà comunque, anche perché il rinvio ha un costo complessivo di un miliardo di euro . E verrà coperto con acconti più pesanti a novembre per Irpef, Ires e Irap. Non una vera tassa, ma un anticipo di quanto dovuto per il 2014. Ma che peserà comunque sugli italiani. Ma non è l’ unica misura prevista, mentre il governo non è stato capace di tagliare alcuna spesa pubblica. SLITTA L’ IVA, AUMENTANO GLI ACCONTI – Da luglio a dicembre per i cittadini italiani non ci sarà una grande svolta per quanto riguarda le tasse da pagare. Anzi. Se nelle scorse settimane era stato sospeso il pagamento della rata dell’ imposta sulla casa, ieri il governo ha approvato anche la sospensione per tre mesi dell’ aumento dell’ Iva che sarebbe dovuto scattare il primo luglio. Dopo, bisognerà decidere cosa fare: se aumentare l’ Iva come previsto, se prolungare ulteriormente la proroga o decidere per la sospensione. Sarà necessario analizzare la nuova situazione economica. Per ora il governo prende tempo, tanto che non pochi critici parlano di “esecutivo del rinvio”. Intanto, però, le certezze sono rappresentate dalle coperture decise dal governo Letta, che rappresentano una piccola beffa per gli italiani. In pratica, per trovare i fondi per il provvedimento – che pesa un miliardo di euro – è stato necessario anticipare il saldo di alcune imposte, come Irpef, Ires e Irap, oltre che gli acconti dovuti dagli istituti di credito sulle ritenute nel 2013, aumentare alcune accise e più che raddoppiare la tassa sulle sigarette elettroniche (forse dal 2014), che arriva al 58,5 per cento. Nel dettaglio, come sottolinea anche Repubblica, queste sono le decisioni previste: il governo recupererà 550 milioni attraverso l’ aumento dell’ acconto Irpef, Ires e Irap di novembre a carica di lavoratori autonomi, commercianti e professionisti . Rispettivamente il primo aumenta dal 99 al 100 per cento, quello Ires dal 100 al 101 per cento. In pratica, altre “tasse”, anche se il governo non è d’ accordo con quest’ interpretazione, sottolineando tra l’ altro che si tratta di “coperture tecniche” e come il Parlamento possa modificarle. Un contributo dovranno darlo anche le banche, che dovranno anticipare già a quest’ anno 200 milioni dovuti all’ erario per le tasse sui depositi e sui conti correnti. L’ esecutivo intende poi ritrovare altri 250 milioni attraverso il taglio di diversi fondi, compreso quello per gli affitti. Mentre la tassa sulle sigarette elettroniche, più che raddoppiata, dovrebbe portare in dote 110 milioni per le casse dello Stato. Photocredit: Repubblica RISCHIO INGORGO FISCALE E ALTRE TASSE – Il pericolo, paventato da diversi analisti finanziari, è che l’ autunno porti con sé un ingorgo fiscale non indifferente. Come sottolinea anche il quotidiano Repubblica, potrebbe costare caro ai cittadini e alle imprese, considerato come tra il termine dell’ estate e la fine dell’ anno potrebbero ritrovarsi un conto salato e contemporaneo, tra Imu, Tobin tax (sulle transazioni finanziarie), e la nuova tassa sui rifiuti , la Tares , a dicembre. In particolare, quest’ ultima rischia di pesare molto per le famiglie italiane. A queste si aggiunge anche l’ imposta sui consumi, in attesa di capire cosa fare il governo. A settembre, in particolare, si capirà chi dovrà pagare l’ imposta sulla prima casa, con il governo ancora in equilibrio precario sul tema della tassazione. Tutti invocavano maggiore coraggio sui tagli alla spesa pubblica, ma il governo ha preferito puntare sulla politica del rinvio. Con una scommessa ancora aperta, ovvero l’ andamento reale dell’ economia, che inciderà sulle scelte. Photocredit: Ansa Centimetri RC AUTO E AUMENTO DEI COSTI – Va ricordata anche la denuncia sui costi aumentati per le Rc auto. Ieri è stata l’ Authority di vigilanza a parlare di “ingiustizia grave” per gli automobilisti italiani: i costi che si ritrovano sulle spalle restano troppo elevati e, soprattutto, presentano un divario “ampio e ingiustificato” rispetto alle tariffe applicate negli altri paesi dell’ Unione Europea. Non solo: l’ Authority sembra decisa ad avviare un “iniziativa comune” insieme all’ Antitrust in merito, come ha spiegato lo stesso presidente dell’ Ivass Salvatore Rossi. “Le tariffe possono e devono scendere”, ha aggiunto. Tutto mentre il Codacons, quasi in modo sarcastico, replicava: “Finalmente anche l’ Ivass si accorge di come le tariffe Rc auto rappresentino un ‘flagello’ per gli assicurati italiani”, sottolineando come i costi per gli automobilisti italiani siano i più alti d’ Europa e come siano aumentati del 250% negli ultimi 20 anni. Non va meglio per altri servizi: come ha spiegato alcune settimane fa il Creef (Centro Ricerche Economiche Educazione e Formazione) della Federconsumatori, lo scorso anno non si è fermata la crescita delle bollette di elettricità, gas, acqua e rifiuti. Una spesa che incide in manie

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