Tutto cominciò col crollo dei bond argentini
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fonte:
- La Sicilia.it
Agrigento. Non c`è soltanto il caso dei prodotti finanziari venduti nei «negozi» della Banca 121 a turbare i sonni e a prosciugare i risparmi di una vita dei piccoli investitori siciliani.
C`è infatti anche la vicenda dei bond argentini, divenuti sostanzialmente carta straccia a seguito del crollo dell`economia argentina ed al crac delle borse sudamericane. Francesco Petrino, presidente nazionale dello Snarp, l`associazione che sta tutelando i risparmiatori che si sentono «raggirati» dai contratti stipulati con Banca 121, ha spiegato che chi ha investito nei titoli di Stato argentini potrà recuperare al massimo la metà di quanto investito. Nel corso di una recente visita in Italia il ministro delle Finanze argentino ha incontrato anche i rappresentanti dei risparmiatori – creditori. «La trattativa non sarà indolore ? ha subito detto Vincenzo Somma, direttore del settore economico-finanziario di Altroconsumo (una delle associazioni che hanno partecipato all`incontro, ndr) ma il Governo argentino sembra orientato a trovare un accordo finale, senza intermediazioni, per i 350 mila piccoli investitori coinvolti in italia (ed alcune migliaia in Sicilia, ndr)». Il governo argentino ha comunque accettato di trattare allo stesso modo sia i grandi istituti bancari che i piccoli risparmiatori, fossero trattati allo stesso modo. Le associazioni di categoria hanno infatti messo sul banco degli imputati le banche: almeno per il 95% dei titoli piazzati infatti erano di proprietà di istituti di credito che hanno trattato i bond «a fermo», ossia collocati mediante una commissione o «sottoindicati». In Italia si è anche costituito un Comitato investitori titoli argentini (il Cita), costituito da Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori che ha denunciato al presidente della Consob, Luigi Spaventa la gravissima situazione di quei risparmiatori che hanno investito in titoli argentini, «a volte indotti ? hanno detto ? all`investimento dai non proprio disinteressati consigli di banche ed intermediari finanziari». Il piazzamento di bond argentini ha riguardato ben 350 mila risparmiatori in Italia per un controvalore complessivo dell`operazione di almeno 15 miliardi di euro.
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