16 Aprile 2014

«Tutti zitti al momento dell’ urto della nave sugli scogli»

«Tutti zitti al momento dell’ urto della nave sugli scogli»

Tutti zitti in plancia di comando mentre la Concordia andava contro gli scogli. Un silenzio surreale, di Schettino e dei suoi ufficiali sulla rotta del disastro. Il ricordo è del testimone di ieri al processo di Grosseto, l’ hotel director Manrico Giampedroni, già celebrato commissario -eroe con una medaglia del Senato dopo che rimase intrappolato 36 ore con una gamba rotta e un trauma cranico nel ventre del relitto, finché lo salvarono mentre sbatteva una padella sulle pareti per farsi trovare. Negli ultimi metri prima dell’ impatto, ha raccontato sul momento dell’ urto, «ero sull’ aletta di sinistra, dove mi aveva invitato Schettino per seguire il passaggio vicino al Giglio. Guardavo il panorama, a un certo punto vidi gli scogli e dissi a voce alta: ‘Oh, li prendiamo!’. E così fu». A una parte civile che gli ha chiesto quale fosse l’ atteggiamento di Schettino mentre la Concordia andava a urtare ha detto: «Non lo so, di sicuro non c’ era allegria, li vedevo tutti zitti, intenti al loro lavoro», ha detto. «E che, stavano zitti per andare verso il suicidio collettivo?», ha esclamato l’ avv. Giuliano Leuzzi del Codacons. «C’ era un santone che guidava una setta al suicidio quella sera?». Il presidente del collegio ha subito interrotto il legale. Ma intanto la circostanza di un equipaggio passivamente ubbidiente a pochi metri dal disastro è tornata a galla.i.
michele giuntini

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