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2 Luglio 2010

Tutti uniti per salvare l’ ospedale

– SAN LAZZARO – «UNA PROTESTA nata dal basso, perché nessuno ci aveva informati». Dopo aver partorito un comitato di cittadini (di San Lazzaro, Ozzano, Castenaso e Pianoro), il caso dell’ ospedale Bellaria diventa politico. Le opposizioni – Pdl, liste civiche e grillini, dai Comuni alla Regione – sparano a zero contro il piano dell’ Ausl di Bologna che prevede il trasferimento del reparto di oncologia addominale, concentrandolo a Budrio e al Maggiore, e al suo posto la creazione di una unità di senologia ( breast unit ) in virtù una specializzazione, la cura dei tumori alla mammella, che il Bellaria avrebbe acquisito da tempo. Intanto, però, il trasloco è stato congelato dalla Provincia. Incalzato da un’ interrogazione del consigliere Pdl Giovanni Leporati, l’ assessore alla sanità Giuliano Barigazzi ha detto di aver chiesto «all’ azienda sanitaria di non procedere adesso. Ho visto che c’ era scritto che dal primo luglio il primario (Luciano Liguori; ndr) va in pensione, ma non è che il primario va in pensione e chiudiamo l’ unità operativa». ACCUSATA di non avere fatto informazione, l’ Ausl, con il direttore sanitario Massimo Annicchiarico, precisa di aver seguito una procedura corretta, in attesa del via libera al riordino da parte delle istituzioni. «La sanità pubblica deve allinearsi al volere dei cittadini – accusa Leporati – e non basta rivolgersi al ‘ palazzo’ ». Ma per Annicchiarico il piano è giustificato «non da ragioni di budget ma di riordino delle competenze professionali» in quanto «la dispersione delle specializzazioni tra più ospedali mette a repentaglio la qualità». Inoltre, a suo giudizio, «i cittadini hanno già scelto, lo dicono i numeri: per la chirurgia addominale, al Bellaria si rivolge il 7% dei gli utenti, il 5% va al Maggiore, l’ 8% a Budrio, il 30% al Sant’ Orsola e il 35% dal privato». «Solo il 5% degli interventi oncologici si fa al Maggiore e si trasferisce tutto al Maggiore? Sarebbe questo il modo di soddisfare le richieste dei cittadini?», accusa il grillino in Regione, Massimo Defranceschi. Il fatto che l’ Ausl avesse chiuso le liste d’ attesa da fine 2009, pur aspettando il via libera al piano da parte della conferenza territoriale e del distretto di San Lazzaro, per Massimo Barbieri del Codacons è «la prova di una decisione già presa, prima che la Provincia vi facesse cambiare i piani». «Una decisione calata dall’ alto», conviene Nunzio Diana del movimento Cinque Stelle di Castenaso, che aggiunge: «I cittadini non sono stati informati, lo conferma l’ assenza (all’ assemblea dell’ altra sera; ndr) dei sindaci dei comuni interessati. Prendono le decisioni, poi le giustificano con la formula dell’ investitura popolare». «IL CITTADINO è titolare del diritto alla salute, aprite un confronto», la richiesta del consigliere civico di San Lazzaro, Massimo Bertuzzi, secondo cui con questo piano «tutta la chirurgia non oncologica finirà al Sant’ Orsola o dal privato». Nadia d’ Arco, dei Comunisti lavoratori di Ozzano, rende l’ idea: «Siamo stanchi di perdere presidi sanitari, non abbiamo più il pronto soccorso e adesso dovremmo andare a ‘ imbucarci’ tutti al Maggiore…?». Lorenzo Priviato.
 

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