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18 Luglio 2019

Tutti pazzi per l’ app che invecchia

calciatori, vip e attori: ecco come saranno tra 30 anni. ma è allarme sulla privacy
MILANO DORIAN GRAY fece un patto col diavolo per avere un dipinto che invecchiasse al posto suo. Al cittadino social, uso a condividere ogni momento della propria vita su Facebook o Twitter, basta un clic. Grazie a FaceApp, la rete è stata invasa di foto di ‘anziani’ famosi: da campioni dello sport come Messi e Cristiano Ronaldo, ad attori come Di Caprio e Alessandro Gassmann, passando da coppie di influencer come i Ferragnez. ALCUNI fotoritocchi sono stati realizzati direttamente dal soggetto, molti altri sono esperimenti dei fan. E poi, migliaia di amici, parenti e conoscenti che hanno tentato di coinvolgerci sul cellulare ad accettare la FaceApp Challenge, ovvero modificare con i filtri digitali un proprio selfie, invecchiandosi di 30-40 anni con un clic. Pochi, tra chi usa i social network, ne sono rimasti immuni. In realtà, FaceApp è attiva dal 2017, questo interesse improvviso si sarebbe scatenato in ambiente calcistico, per poi diventare virale su Twitter. I filtri sono estremamente realistici: in tanti, tra chi ci ha provato, ha ottenuto foto assolutamente somiglianti a quelle dei propri genitori, segno che l’ algoritmo è molto preciso. E poi ci si può trasformare anche nelle versioni ‘ringiovanite’ o ‘femminili? (circola un Putin con capelli lunghi biondo platino). Il giochino è gratuito (anche se alcune funzioni pro sono a pagamento). Ma il prezzo da pagare c’ è, eccome. Lo sviluppatore Wireless Lab di Yaroslav Goncharov, infatti, per processare le foto le carica sui propri server in Russia, e ha regole di policy antecedenti alla direttiva Gdpr. Dell’ uso che viene fatto di questo immenso database di volti caricati (tanti vip, si diceva, ma anche una legione di persone comuni) non è dato sapere. Con la privacy non si scherza. Così in Italia il Codacons all’ autorità garante, affinché avvii una indagine sull’ applicazione. IN SERATA, Wireless Lab ha provato a difendersi dalle pressioni di milioni di utenti in tutto il mondo. La società assicura che la maggior parte delle foto viene cancellata entro 48 ore, che il trasferimento non avviene in Russia ma su Google Cloud, che c’ è una procedura (non immediata) per chiedere la rimozione dei dati personali, e che non vende né condivide i dati con nessun altro. Sarà, ma intanto la faccia ce l’ abbiamo messa. a. bo. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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