2 Giugno 2005

Tutti pazzi per il wrestling

Tutti pazzi per il wrestling




E allora ecco che, con i muscoli, i salti acrobatici, le torsioni, contorsioni, distorsioni, scoppia il fenomeno, denunciato dal successo delle trasmissioni dedicate agli incontri di wrestling proposte su Italia 1e Sky Sport 2.
E via con tutto quanto fa spettacolo e business, dai giornali alle figurine, e tutti davanti alla tivù, per poi parlare al pub (i più grandicelli), o in cortile o a scuola delle mosse fantastiche di Big Boss Man, Rey Mysterio, Mercury & Nitro, Kurt Angle, John Cena e compagnia devastante; c´è quello che zompa dondolandosi sulle corde e quello che scaglia l´avversario sugli spettatori. Muscoli e sudore, ma, eccoci al problema, anche tanta violenza esibita.
Vera o falsa che sia, sempre violenza è dicono quelli del Codacons ed altre associazioni preoccupate per l´effetto imitazione: i bambini vogliono provare le mosse di questi omini Michelin, considerati dei modelli (papà da grande voglio fare l´uomo pipistrello campione di wrestling).
Così parte la crociata, che un po´ ha il merito di richiamare l´attenzione su un fenomeno con il quale genitori ed educatori, allenatori devono fare i conti, ma che, scusate, fa anche molto sorridere. Che senso ha demonizzare? Chiedere la proibizione degli incontri dei supergonfiati in tivù? Chiedere al prefetto di Roma di vietare a chi ha meno di 14 anni l´accesso alla kermesse in programma al Palalottomatica?
Vengono in mente altra campagne di ?tutela dell´infanzia?; ricordate?, salviamo i nostri piccoli dal male che qualche anno fa era nei cartoni animati di Goldrake e di Mazinga, o dal gioco dei ?cow boy contro gli indiani?, con archi e le frecce fatte in casa, poi quanta violenza nel ?Signore degli anelli?… Sono campagne che oggi sembrano assurde, ma che pure ci hanno coinvolto.
Se schiere di ragazzini guardano in wrestling è bene che i grandi se ne occupino e se ne preoccupino, ma in giusta misura. In tivù, in orari protetti, si vedono trasmissioni ben più dannose per le giovani menti, che fanno a pezzi dignità, sentimenti, che sono sguaiate e diseducative. E poi, è più pericoloso portare un bimbo allo stadio o ad un incontro di wrestling?
Se i muscolati mascherati acrobati, dotati del superpotere di deformarsi come i protagonisti del film ?Chi ha incastrato Roger Rabbit??, piacciono tanto ai bambini qualche motivo ci deve pur essere: la spettacolarità, gli eccessi, la fantasia che veste di stranezza questi ?cosoni?, li fa muovere e lottare, e perché no?, il bisogno di scaricare una aggressività che è parte, lo dicono gli esperti, della personalità dei ragazzi e che deve essere, comunque, educata e controllata.
Dunque “no“ alla proibizione, e ben venga qualsiasi forma di educazione e di prevenzione. Dicono i commentatori di Sky: «Noi mandiamo in onda sport, quei campioni sono professionisti pagati e non vanno imitate le loro mosse». In diverse parti d´Italia stanno partendo corsi per ragazzi per la pratica del wrestling, con addestratori adulti.
E poi, non per tornare ai soliti discorsi, ma sarebbe buona cosa se i genitori, qualche volta, guardassero la tivù seduti a fianco dei figli più piccoli, per parlare con loro, e di fronte alle pazzie dei campioni, smitizzare, ridere, insomma fare del wrestling una occasione di conoscenza di se stessi e di un mondo nel quale la lotta tra il buono ed il cattivo, con o senza maschere, fa parte della logica delle cose.
Visto che anche la strada, la scuola, l´ufficio, il bar possono essere dei ring, sul quale signori “rispettabili“ in giacca e cravatta, si torcono il collo in un wrestling non di cartapesta ma violentemente vero.


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