5 Gennaio 2005

Tutti in fila per i saldi sottobanco

Tutti in fila per i saldi sottobanco

Sabato il via ufficiale, ma in molti negozi la svendita è già partita

È partita la corsa ai saldi anticipati. In tutta la città già da alcuni giorni si moltiplicano gli escamotage per aggirare il decreto regionale che fissa l´avvio dei saldi in Sicilia da sabato prossimo, l´8 gennaio, con qualche battuta di ritardo rispetto a Napoli, Torino e Venezia. Iniziative che gli stessi commercianti definiscono «sul filo della legalità», perché non violano espressamente la legge ma di fatto ingannano i controlli. Le associazioni dei commercianti sostengono «che è un modo per contrastare la crisi e eliminare al più presto la merce rimasta intatta nei magazzini». La polizia municipale colpisce solo «chi fa pubblicità sulle vetrine con scritte esplicite che influenzano la clientela, come “sconti“, “saldi“ e altro». Così ormai non c´è negozio che in questi giorni non pratichi almeno il 30 per cento di sconto. Ieri da Griffi, in via Magliocco, i palermitani hanno fatto la coda fuori dal negozio che sconta già tutta la merce del 50 per cento. Sulla vetrina, un avviso di svendita per «ristrutturazioni dei locali». «Stiamo controllando che sia tutto in regola – spiega Eduardo Donzelli, vice-dirigente della Polizia Amministrativa che coordina il Nucleo Controllo Attività economico-produttive – attualmente ci risulta che i titolari hanno inviato una regolare raccomandata il 31 dicembre all´assessorato. In questo caso, possono effettuare la vendita fino al 14 febbraio. Poi, sono tenuti a chiudere e hanno 90 giorni di tempo per presentare le fatture che attestano i lavori di ristrutturazione. Nella documentazione, va allegato anche un progetto che sottoporremo a verifica». Ieri, invece, le multe di 1250 euro sono scattate per sei negozi che pubblicizzavano all´esterno dei locali con affissioni o scritte adesive gli sconti. Nel mirino delle pattuglie, che in questi giorni hanno setacciato la città e hanno già elevato una quindicina di verbali, sono finiti il negozio di abbigliamento e attrezzature sportive Maison du Sport di via Archimede 147, che pubblicizzava uno sconto del 30 per cento, il punto vendita di alta moda maschile Sanicola di via Terrasanta 85, che esponeva uno sconto del 50 per cento su tutta la merce, la ditta Laros che nei locali di via Libertà 36 promuoveva la vendita con sconti del 30 e 40 per cento; il negozio Giglio di piazza Croci, perché esponeva la scritta “Sconti“ in vetrina e il richiamo “dall´8 gennaio non era visibile; il punto vendita di articoli da regalo Oasi 2000, che in corso Calatafimi 321 pubblicizzava sconti dal 30 al 50 per cento; il negozio Rubino di elettodomestici e articoli da regalo in viale Regione Siciliana 2129. L´operazione è stata diretta dal responsabile del nucleo, l´ispettore Vincenzo Gambino. Il “trucco“ più usato nella maggior parte dei negozi della città è questo: in vetrina, ci sono solo alcuni cartellini improvvisati in cartoncino, con un nuovo prezzo. Nessun avviso di saldo, nessun prezzo vecchio tagliato a confronto con quello scontato. Se poi si chiede, le commesse si affrettano a precisare che «c´è uno sconto alla cassa del 20 e del 30 per cento». In alcuni casi, si arriva fino al 40 per cento. Poi, ci sono le fidelity card messe in campo dai grandi centri commerciali. I clienti “fidelizzati“ possono accedere agli sconti già una settimana prima del via ufficiale. Ma basta effettuare una modica cifra di acquisti, in genere 75 euro di spesa, per approfittare delle promozioni. Nei negozi più “in“, quelli di griffe e nei principali monomarca del centro, il sistema più usato per avvertire la clientela che gli sconti sono già iniziati è l´invito per posta o per telefono a «visionare la merce». Alcuni sono già partiti il 27 dicembre. Per Roberto Helg, presidente di Confcommercio Palermo, «il fenomeno degli sconti anticipati è diventata una piaga irrefrenabile». «La corsa ai saldi anticipati – spiega Giovanni Felice, presidente regionale di Confesercenti – è una testimonianza della crisi generale del settore. Ma occorre tutelare chi rispetta la legge con controlli più severi». Dello stesso avviso, il coordinatore regionale di Confcommercio Julo Cosentino, che auspica «controlli più decisi su chi viola le date di inizio dei saldi, con sanzioni fino alla chiusura dell´esercizio commerciale e una riforma della legge regionale che aumenti il numero di vendite promozionali nel corso dell´anno». In occasione dei saldi i negozi rimarranno aperti domenica 9 e 16 gennaio. Gli acquisti per la Befana, si potranno effettuare solo oggi. Domani i negozi, a parte i mercati storici e i punti vendita delle zone costiere, rimarranno chiusi. E contro il caro-prezzi dell´Epifania ha lanciato l´allarme il Codacons che stima un aumento del 10 per cento sui prezzi di cioccolata e caramelle.

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