13 Ottobre 2011

Tutti in fila i delusi delle vacanze

Tutti in fila i delusi delle vacanze
  Una ventina di casi in mano al Codacons

Le vacanze sono ormai finite, quasi tutti sono tornati al tram tram autunnale. Casa, ufficio, lavoro, impegni vari. I più, lo hanno fatto con lo spirito positivo di chi, durante le ferie, si è rinfrancato, riposato e divertito. Ma accanto a chi è soddisfatto delle proprie vacanze ci sono quelli – per fortuna una minoranza – che vorrebbero solo dimenticarsele. Per loro c’ è un approdo naturale: il Codacons. Solo negli ultimi giorni l’ associazione ha accolto una ventina di nuove persone, ognuna con il suo problema. A partire dalla coppia che si è vista sfumare il viaggio alle Antille: avevano acquistato un pacchetto turistico, per una cifra complessiva di circa 5000 euro. Ma venti giorni prima della partenza, lui è rimasto vittima di un infortunio sul lavoro. Pareva che si rimettesse in tempo, invece, tre giorni prima della partenza, il medico gli ha prescritto altre due settimane di riposo. Poco male, hanno pensato: c’ era l’ assicurazione (per altro obbligatoria). E invece no: il contratto firmato richiamava il catalogo sul quale, pur scritto sull’ ultima pagina e in carattere microscopico, si indicava un valore dell’ eventuale rimborso che va a scalare mano a mano che ci si avvicina al giorno della partenza. Da qui la sorpresa: dei 5000 euro, i due – che hanno annullato tutto, e non per loro colpa, pochi giorni prima della partenza – rischiano di vedere meno di 600 euro. Per altri, i disagi sono meno gravi, e spesso riguardano dettagli. Non mancano – anche se sono in netto calo – quelli che si lamentano perché, dopo aver acquistato un pacchetto che prometteva un hotel a cinque stelle, si trovano in una pensione a due, tre stelle. Più numerosi i turisti che, convinti di andare all’ avventura, restano a bocca asciutta. Come la coppia che aveva scelto un viaggio in Egitto, con una serie di escursioni: appassionati di archeologia, volevano godersi la terra dei faraoni. Manco per nulla, hanno denunciato al Codacons: sono rimasti nel villaggio, assieme ai tanti che chiedevano solo di starsene pancia all’ aria a prendere il sole. La maggior parte dei problemi, comunque, riguarda Internet. Spazio che offre grandi opportunità a chi ama navigare nel web, ma anche ai cialtroni che ne approfittano. E così chi era convinto di avere un posto su spiaggia privata in cui portare anche il cane, si è trovato invaso da kitesurf che hanno eliminato ogni possibilità di tranquillità. «Su Internet bisogna chiedere tutto e specificare ogni aspetto della vacanza – avvertono al Codacons – perché assieme alle tante aziende serie, c’ è chi cerca di approfittare degli altri». Categoria, quest’ ultima, particolarmente facilitata da un’ ulteriore opportunità dell’ era moderna: le vendite al telefono. Perché soprattutto gli anziani vengono coinvolti in una conversazione in cui nemmeno si accorgono di dire sì, ma lo fanno. E si trovano – com’ è accaduto – con 20 mila euro da pagare per una casa in mutiproprietà a Marbella. In quel caso il Codacons ha risolto facilmente: non c’ era rogito, non sono state pagate le rate. Ma non sempre è così semplice. Ed ora l’ associazione assiste un cittadino che, chiamato al telefono, era convinto che gli offrissero un buono vacanza. Aveva accettato di vedere un incaricato, pensava. In realtà, al posto dell’ incaricato, è arrivato un contratto: il suo sì al telefono era stato sufficiente per obbligarlo a pagare 800 euro per un viaggio a Copenaghen. C.Z.
 
 
 
 

 

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