Tutti i trucchi dei distributori perfino l’ acqua nella benzina
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fonte:
- Il Messaggero
IL CASO ROMA C’ è chi ci infila l’ acqua e allunga così il brodo della benzina, un pieno che pieno non è, ma che il distributore conteggia comunque, e di cui il cliente non si accorge, almeno non sul momento. Come quegli automobilisti di Casalnuovo, in provincia di Napoli, che dopo aver fatto il pieno all’ auto, sono finiti in panne. Piccoli trucchi di benzinai e distributori consolidati nel tempo, che permettevano loro di lucrare sulla benzina e sulle tasche dei cittadini. In un periodo in cui, tra l’ altro, un italiano su tre, a detta di uno studio della Coldiretti, è stato costretto a scegliere mete vacanziere vicine, proprio per risparmiare anche sul pieno della macchina. E invece c’ è chi se ne approfitta con trucchi, però, bloccati, ora, dalla Guardia di Finanza. IL BLITZ D’ AGOSTO Nei primi tredici giorni di agosto, infatti, le fiamme gialle hanno ispezionato 1.216 distributori di gasolio, rinvenendo irregolarità nel 14% dei casi. Così sono scattate le denunce per undici gestori alle Procure della Repubblica territorialmente competenti per i reati di frode in commercio e uso di strumenti di misura alterati. I casi più clamorosi sono stati scoperti a Palermo, Napoli e Reggio Emilia. Nel capoluogo siciliano, in cui sono stati sequestrati oltre 15mila litri di oro verde, due distributori avevano alternato i misuratori erogando così benzina inferiore all’ 8%, rispetto a quella segnalata dal display. A Reggio Emilia, invece, la percentuale di furto sul cliente arrivava al 10%. Negli altri casi, poi, ben 68 gestori sono stati sanzionati amministrativamente, tra questi 61 per violazione della disciplina sui prezzi esposti e non corrispondenti a quanto indicato dalle colonnine dopo il rifornimento e sette per la rimozione dei sigilli che assicuravano il corretto funzionamento degli impianti. Qualcuno ha brillato anche per originalità nella truffa, come due benzinai di Pescara, scoperti lo scorso giugno. Uno distraeva il cliente con la scusa di una verifica all’ olio o al motore, mentre l’ altro, intanto, azzerava prontamente il diplay, modificando così il prezzo del rifornimento. Ma non finisce qui perché per altri 79 gestori i problemi sono appena iniziati. Avviate, infatti, altrettante procedure di revisione per gli erogatori da parte dell’ ufficio metrico della Camera di Commercio, che dovrà tarare di nuovo gli impianti irregolari. Intanto il Codacos e la Federconsumatori, pur applaudendo i controlli della Guardia di Finanza, chiedono più verifiche, perché le truffe scoperte finora sono solo una misera parte rispetto al reale delle frodi a danno dei cittadini. LICENZE A RISCHIO Dalla Federconsumatori e dall’ Adusbef, i rispettivi presidenti, chiedono la revoca immediata delle licenze per chi è scoperto a derubare il cliente, mentre il Codacons sollecita alle fiamme gialle maggiori controlli e costanza nelle verifiche anche nei distributori delle autostrade e chiama in causa persino il governo. All’ esecutivo, guidato da Enrico Letta, l’ associazione sollecita l’ immeditata modifica del decreto legge 32 del 18 gennaio 2011. Decreto che paradossalmente innalza la tolleranza per i controlli metrologici casuali del 50%, a danno esclusivo degli automobilisti. Camilla Mozzetti © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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