Tutti i mini-aumenti che scattano dal primo gennaio 2014
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fonte:
- Giornalettismo.com
I miniaumenti che scattano dal primo gennaio sono la brutta sorpresa che attende gli italiani a Capodanno. Dalla Tares alle raccomandate fino agli aumenti degli snack che si acquistano dai distributori automatici e ai rincari dei pedaggi, le tasse inseguono gli abitanti del Belpaese dove è impossibile tagliare le spese. Racconta il Corriere della Sera: Il costo per spedire una lettera potrà salire dagli attuali 70 centesimi sino a 95 centesimi e le raccomandate da 3,60 a 5,40 euro. Il via libera a questi vistosi rincari è arrivato dall’ Autorità per la Garanzia nelle Comunicazioni (Agcom). Un complesso provvedimento su questo argomento è stato pubblicato sul sito dell’ Agcom e stabilisce appunto che “Poste Italiane ha facoltà di incrementare il prezzo delle posta prioritaria relativa alla prima fascia di peso (0-20 grammi), fino a 0,95 euro/invio, entro il 2016”. Un’ infografica dei nuovi rincari dal Corriere: Ma non finisce qui: Rincari in vista per caffè, bibite e snack acquistati nei distributori automatici anche nelle scuole e negli ospedali. Dal 1° gennaio sarà possibile aumentare il prezzo di circa il 6%, adeguandolo all’ aumento Iva dal 4 al 10%, anche per le “macchinette” collocate in edifici pubblici per i quali erano stati stipulati i contratti prima dell’ aggravio fiscale. Lo ha annunciato ieri la Confida- Confcommercio commentando un emendamento alla legge di Stabilità. E ci sono brutte notizie anche sul fronte dei carburanti: Il Codacons ha già chiesto al governo provvedimenti per evitare un’ onda di rincari proprio quando “gli automobilisti italiani sono in movimento per le festività”. Benzina e gasolio hanno fatto registrare in questi giorni forti rincari, raggiungendo una media di 1,796 euro al litro la verde (e punte di 1,830 euro/ litro) e 1,726 euro al litro il diesel. In più, come segnala Repubblica, resta la discussione sulla Iuc, la nuova imposta sugli immobili con le sue tre componenti (Tasi, Tari e Imu). Il grafico del quotidiano: La proposta esiste già. Alzare di un punto il tetto delle aliquote Tasi su prime e seconde case (come chiedono i sindaci, in pressing sul governo tramite l’ Anci). E consentire con il gettito extra di finanziare le detrazioni, così da esentare dalla Tasi chi già non pagava l’ Imu (le rendite catastali basse): Questo il piano, ma l’ accordo politico non c’ è. Con un’ aliquota al 3,5 per mille, la Tasi somiglierebbe troppo all’ Imu (e gli affitti salirebbero, lamenta Confedilizia). Il partito di Alfano non vuole correre questo rischio di fronte al proprio elettorato. Ecco perché i nodi Tasi e mini-Imu (possibilità di abbuonarla o detrarla da tasse locali o dalla stessa Tasi) saranno sciolti dopo la Befana. L’ 8 gennaio il decreto Imu- Bankitalia arriva in aula al Senato. Un ottimo vagone normativo per sistemare la faccenda. La proroga del blocco agli sfratti per il 2014 potrebbe invece essere inserita già oggi, a meno che il ministro Lupi la destini al decreto sulla casa che sta preparando per i primi di gennaio (con i fondi da trovare per la morosità incolpevole, cioè gli affitti non pagati da chi non può).
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