21 Marzo 2020

Tutti gli asili nido privati sono a rischio chiusura

IL CASO FERMO A rischio chiusura gli asili nido privati nel Fermano. Sono 50 e impiegano almeno 150 persone più l’ indotto tra ditte che si occupano di pulizia, ristoranti per i servizi mensa e tutto quanto ruota nel mondo dei piccoli da 3 mesi a 3 anni. Nelle Marche questi servizi per l’ infanzia rappresentano il 40% del totale e questo dato lascia intendere quanto siano fondamentali per la tenuta della famiglia. Eppure, con il protrarsi dell’ emergenza, vengono totalmente ignorati. Abbandonati a sé stessi. Il servizio L’ epidemia rischia di cancellare servizi socio educativi privati. Gli stessi nati per sopperire alla carenza di strutture pubbliche, gestiti da società, cooperative, aziende agricole. Tutte realtà che devono far fronte ai pagamenti pur stando chiusi, con tutta probabilità, fino a giugno. C’ è da capire come fanno queste attività a stare ferme dal 27 febbraio fino a quest’ estate senza incassare ma dovendo pagare stipendi, contributi, utenze, mutui. Per lanciare un grido d’ aiuto s’ è venuta a creare una rete regionale, c’ è un coordinamento provinciale per tutte e cinque le province. Associate 300 attività e le adesioni continuano ad aumentare. Tutto per chiedere un confronto alla Regione, per mettere in campo interventi straordinari mirati. Una lettera è stata indirizzata al presidente Ceriscioli e agli assessori Loretta Bravi e Fabrizio Cesetti. «Questo non è il momento di insistere, aspettiamo, sappiamo che prima viene la salute e non tiriamo per la giacchetta chi è impegnato a salvare vite umane. C’ è grande rispetto per quanto sta facendo la Regione» spiega Lara Menghini, portavoce del coordinamento provinciale Fermano, ma alla richiesta bisognerà dare un seguito perché questo settore è strategico come lo sono turismo, industria, artigianato. Il decreto Nel decreto Cura Italia però gli asili nido privati non sono considerati. «Siamo una categoria abbandonata ancora Menghini nel decreto c’ è una marea di cavilli. Su poche cose, forse, riusciamo a rientrare. Bene la cassa integrazione in deroga che salvaguarda gli stipendi ma tutto il discorso legato ad autonomi e P.Iva preoccupa». Il rischio per queste attività è di chiudere definitivamente. Il problema è per chi perde il lavoro e per i genitori che si affidano ai privati per portare i figli all’ asilo. Il sistema è al collasso. Tra l’ altro il Codacons, associazione dei consumatori, nel fare l’ interesse della categoria che rappresenta, invita le famiglie a non pagare le rette in questi mesi di fermo. E c’ è un’ altra stranezza da evidenziare. Il decreto non dimentica le paritarie. Le scuole non statali gestite dal Clero possono contare su finanziamenti che ai privati non sono concessi. Sonia Amaolo © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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