23 Maggio 2020

Tutti contro Paul Mccartney nel mirino star e organizzatori

alessandra menzani nI fan dei Beatles e di Paul McCartney non ci stanno. Sono esigenti, hanno speso tanti soldi e la loro protesta è sonora e anche legittima. «Ridateci i soldi per il concerto annullato di Paul McCartney» è l’ urlo che accompagna la petizione online che ha già superato le mille firme in poche ore. L’ ha lanciata su Change.org Giulia Crescente. Che spiega: «Lancio questa petizione per tutti coloro che hanno speso molti soldi per vedere esclusivamente il concerto insostituibile di Paul McCartney. Gli organizzatori del concerto e Ticketone non vogliono restituisci i nostri soldi ma rimborarsarci tramite un voucher della durata di 18 mesi. Va inoltre ricordato che la cancellazione del concerto è partita da Paul stesso e qualsiasi cancellazione di un evento da parte dell’ artista va rimborsata». rimborsi Negli altri Paesi europei – assicura – hanno già rimborsato in denaro. «Ritengo che questa, oltre essere una truffa, sia anche un modo per violare le nostre libertà personali: non vogliamo vedere un altro artista!!! Rivogliamo i nostri soldi o il rinvio del concerto di Paul!!». Come è noto, a causa delle misure contro la pandemia che ha colpito il mondo, tutti gli eventi live estivi in Italia sono stati cancellati e il governo ha deciso di stanziare dei «buoni». Ma la cosa non va giù a chi non ha intenzione di rimpiazzare l’ ex Beatle con un cantante a caso e a chi ha speso oltre cento euro per i suoi eventi che erano programmati questa estate a Napoli e a Lucca. Gli organizzatori spiegano che semplicemente rispettano la legge, ma la protesta non si placa. È stato anche creato un divertente video su Youtube in cui i fan, sulle note di Yesterday, spiegano le loro istanze. Giovani, anziani, coppie, ragazzini, famiglie: nella clip mostrano i biglietti comprati con ingenti somme, fino a 750 euro per una famiglia intera. I tagliandi sono stati acquistati in prevendita e ormai inservibili. Il video simpaticamente si chiama YesterPay ed è indirizzato proprio al Baronetto che il 18 giugno compirà 78 anni. I promoter italiani di McCartney D’ Alessandro & Galli, si arrampicano sugli specchi: «Il voucher è di fatto un rimborso. È lo strumento introdotto dalgoverno con appositi provvedimenti normativi per dare concreto supporto alle imprese del settore martoriate dalla sospensione dell’ attività». I fan, attraverso il Codacons, ribattono: «È un po’ come se un consumatore acquistasse una automobile, e al suo posto gli venisse concesso un buono per acquistare una barca». Il pregio di un evento come quello di McCartney è quasi superfluo sottolinearlo: stiamo parlando di un artista che ha fatto parte dei Beatles e che non si esibiva in Italia dal 2011 anno in cui infiammò le arene di Bologna e Milano in due serate indimenticabili. E poi all’ Arena di Verona due anni dopo. Immaginiamo la reazione, dunque, dei fan che si vede sostituire un suo biglietto con quello per un reduce di talent show, con tutto il rispetto… lettera a franceschini Anche Federconsumatori è agguerrita: «Gli organizzatori stanno provvedendo ad emettere dei voucher» ma «riteniamo che, così come si sta gestendo, l’ emissione dei titoli compensativi risulti del tutto iniqua e a totale svantaggio dei cittadini». Si chiede dunque un intervento «riparatore» del ministro della cultura Franceschini. Non finisce qui. riproduzione riservata.

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