2 Luglio 2014

Tutti con la Sovrintendenza «Liberate l’ antico chiostro dal parcheggio -scempio»

Tutti con la Sovrintendenza «Liberate l’ antico chiostro dal parcheggio -scempio»

Una richiesta condivisibile, di buon senso, assolutamente corretta. Architetti, rappresentanti del comparto turistico e dei consumatori sposano in toto la posizione della Soprintendenza, che in una lettera indirizzata a Provincia e prefettura ha chiesto di liberare al più presto il chiostro di Palazzo dei Celestini dalle auto. Perché «la destinazione a parcheggio – ha scritto il soprintendente Francesco Canestrini – è incompatibile con l’ uso e il valore storico e architettonico del bene monumentale» e perché fino a oggi, quelle vetture di servizio e private di funzionari prefettizi e politici provinciali e non, hanno provocato «un danno all’ immagine» del complesso dei Celestini, che abbraccia anche la Basilica di Santa Croce. Dopo anni di polemiche, denunce e proteste da parte di impiegati dei due enti, di urbanisti e accademici, finalmente qualcosa potrebbe muoversi. Il condizionale è d’ obbligo, perché non è la prima volta che su quell’ atrio congestionato dalle auto in sosta si solleva un simile polverone. Ma è la prima volta, invece, che un soprintendente prende carta e penna e scrive che così non si può andare avanti. Perché quello è un bene pubblico e di grande valore: residenti e turisti hanno diritto di ammirarne la bellezza senza l’ intralcio delle auto. «Quella – dice, infatti, il presidente dell’ Ordine degli architetti, Massimo Crusi – è una parte di città barocca bellissima e quell’ atrio, le rare volte in cui è possibile guardarlo sgombro dalle auto, si rivela veramente come un colpo d’ occhio». Per Crusi, «il sapientissimo gioco di segni architettonici» che compongono il chiostro, «è offeso dalla funzione -parcheggio che, forse, in questi anni sarebbe stato più corretto e più saggio dislocare altrove. Anche in riferimento alle sollecitazioni costanti cui comunque l’ atrio, non immaginato né progettato assolutamente a questo fine, è costretto praticamente ogni giorno». E ancora: «Nessuno di noi, del resto, immaginerebbe più di poter parcheggiare in piazza Duomo o davanti alla Basilica di Santa Croce. L’ appello del soprintendente Canestrini sottolinea perfettamente – aggiunge il presidente degli Architetti – proprio il ruolo importante della Soprintendenza nella nostra città, e uno degli aspetti, non il meno significativo, in cui si esplica un’ azione di vigile tutela sul territorio, il cui raggio d’ azione non può essere esclusivamente legato al rilascio di pareri, ma deve sapersi legare alla cura e alla tutela dei luoghi». «Un bene architettonico di straordinaria bellezza, come Palazzo dei Celestini – commenta Stefania Mandurino, responsabile dei progetti di valorizzazione e qualificazione dell’ offerta turistica territoriale per Pugliapromozione – non deve assolutamente poter diventare un parcheggio o permettere il passaggio delle auto». Tanto più, aggiunge, «alla luce del fatto che quello spazio è utilizzato soprattutto da amministratori pubblici, che hanno il dovere di essere d’ esempio, un simbolo, di lanciare un messaggio ai cittadini». Che esista un problema parcheggi in città è fatto indiscutibile, per Mandurino, «ma di aree dove lasciare l’ auto ce ne sono, anche vicine ai Celestini. Dunque questa non può essere una giustificazione per sfruttare a questo scopo un bene così bello. La richiesta del soprintendente è assolutamente indiscutibile – conclude – anche perché risponde al sentire comune, al buon senso e alla necessità, per una città che come Lecce punta sul turismo, di rendere fruibili certi luoghi in tutta la loro bellezza». Puntuto il commento di Piero Mongelli, responsabile del Codacons: «Se il problema è trovare parcheggio, la Provincia – dice – faccia una convenzione con Sgm per utilizzare il Foro Boario e funzionari e politici prendano la navetta per arrivare a Palazzo dei Celestini. Credo sia molto importante che la Soprintendenza abbia finalmente detto basta perché quello, prima di essere una sede istituzionale, è un luogo d’ arte e merita rispetto. Peraltro – conclude Mongelli – proprio da quel chiostro, c’ è un ingresso fantastico alla Basilica di Santa Croce, che non si nota anche per colpa delle decine di auto in sosta».
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox