22 Giugno 2014

«Tutti abbiamo pensato alla tragedia di Viareggio Era il panico assoluto»

«Tutti abbiamo pensato alla tragedia di Viareggio Era il panico assoluto»

«Quando l’ altoparlante della stazione di Pisa ha annunciato che l’ Intercity era in ritardo di 20 minuti, sono sicura che ha parlato di un guasto, di un problema sul treno, non sulla rete ferroviaria». A raccontare l’ episodio è la massese Emilienne Dell’ Amico, una dei 120 passeggeri scampati all’ incendio dell’ IC 522 Napoli-Sestri Levante. Lei, partita da Milano e diretta a Massa, venerdì ha perso una coincidenza che, attraverso la ferrovia pontremolese, l’ avrebbe portata rapidamente a destinazione e ha dovuto affrontare una lunga odissea attraverso Firenze e Pisa, con vari cambi di convoglio. Così, a tarda sera si è trovata a Pisa Centrale dove è salita sull’ Intercity poi incendiatosi: «Sono salita su una delle ultime carrozze – racconta – con delle turiste inglesi che erano sedute accanto a me e si è subito cominciato a parlare del forte odore di bruciato che si sentiva nell’ aria». Dopo pochi minuti, superato l’ abitato di Migliarino, il treno si è fermato. «È passato un addetto di Fs con in mano un estintore – racconta Emilienne – ho subito capito che il treno stava andando a fuoco. Dopo poco il personale ci ha invitati a spostarci verso le prime carrozze». Sono stati attimi lunghissimi, per i passeggeri; ma la paura è aumentata dopo l’ intervento di una volante della Polizia, che aveva raggiunto il treno attraverso l’ Aurelia: in quel momento ai passeggeri è stato consentito di scendere lungo i binari. «Quando sono scesa non ho quasi voluto guardare le fiamme – spiega la passeggera – perché ho notato subito che la carrozza incendiata era ferma esattamente davanti a un distributore di benzina. A tutti è tornata in mente la strage di Viareggio, la gente era nel panico più assoluto. Così mi sono messa a camminare lungo i binari, verso la testa del treno, cercando di non guardare indietro». La processione con le valigie in mano è stata lunga perché il convoglio era composto da molte carrozze. Solo all’ altezza del locomotore, per la Polizia è stato possibile far allontanare i passeggeri dai binari e sistemarli in un piazzale sicuro. La donna spiega che l’ intervento degli agenti prima e del 118 poi è stato «encomiabile». Ma ci sono volute due ore prima che arrivassero gli autobus per portare i passeggeri a destinazione; così, molti, come lei, hanno preferito chiamare amici e parenti per farsi portare a casa, pur di allontanarsi da quell’ incubo: «È stato orribile», dice a un giorno di distanza mentre si prende qualche ora di relax in spiaggia a Forte dei Marmi. Da parte sua, il Codacons, non riserva complimenti a Trenitalia: «I treni italiani – spiega il presidente Carlo Rienzi – non sono solo in costante ritardo, spesso sporchi e sempre molto costosi, ma ora vanno anche a fuoco». Quello di Migliarino è «un episodio inquietante, sul quale le autorità devono fare massima chiarezza – prosegue – negli ultimi anni l’ attenzione delle Ferrovie dello Stato si è spostata sempre più in favore dell’ Alta Velocità, più remunerativa per l’ azienda, a discapito degli altri collegamenti, che hanno subito tagli e drastiche riduzioni. Non vorremmo che l’ incidente sia in qualche modo riconducibile proprio alla politica delle Ferrovie, che dirotta risorse verso l’ Alta Velocità a danno dei treni più lenti e meno costosi come l’ Intercity». G.G.

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