Tutti a piedi al Colosseo Nel giorno del debutto la città è impreparata
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fonte:
- La Stampa
Alla fine è andata come doveva andare nella lunga notte dei Fori Imperiali che da ieri per metà sono diventati anche quasi pedonali. È andata che uno sparuto gruppo di operai ridisegnava strisce sull’ asfalto delle strade intorno al Colosseo. Un altro gruppo provvedeva a cambiare i semafori (in tre, un semaforo per volta). E un ultimo gruppo disponeva i blocchi mobili per canalizzare le auto.Tutt’ intorno il traffico del venerdì sera romano con l’ aggiunta di curiosi e persone che ancora non avevano capito nulla della nuova circolazione e che avevano scelto l’ ultima sera di lavori per chiedere lumi agli operai sui percorsi possibili d’ ora in poi. E, quindi, è andata a finire che non tutta la segnaletica è stata predisposta (mancano perfino posti per i disabili), che non tutte le strade portano dove sarebbe utile che portassero e che in tanti non hanno capito nulla su come potranno tornare a casa o andare al lavoro d’ ora in poi. Dalle 5 e mezza di ieri mattina a largo Corrado Ricci, ultimo avamposto dei Fori liberi, è stata una processione di persone del tutto ignare di quello che stava accadendo nonostante il bombardamento mediatico degli ultimi giorni. Il primo, Silvio Bersani, ha avuto anche l’ onore delle telecamere. Ha raccontato di essere appena rientrato da Londra, di non sapere nulla della pedonalizzazione e ancora meno di come tornare a casa, «Peccato, era una strada così bella», si è lasciato sfuggire ad un certo punto. La pensa allo stesso modo anche il sindaco Ignazio Marino che aveva promesso la pedonalizzazione già in campagna elettorale. «Dobbiamo scegliere se vogliamo le automobili o vogliamo custodire e valorizzare i nostri monumenti. Non credo che in città come Londra, Sidney o San Francisco, se avessero il Colosseo, lo avrebbero trasformato in una rotatoria spartitraffico». Non c’ era alle cinque e mezza di ieri mattina alla chiusura dei Fori Imperiali, è arrivato solo in serata per la Notte, la serata organizzata per festeggiare la nuova circolazione, nonostante avesse lasciato cadere una mezza promessa nei giorni scorsi di voler attraversare per ultimo i Fori liberi con la sua Panda rossa. Il Codacons sta studiando un ricorso contro la pedonalizzazione e questo amareggia molto il sindaco ma, come spiega, il piano su cui sta agendo è diverso da quello di chi protesta. «Un sindaco deve avere una visone oltre il quotidiano , pensare alla città che vogliono tra 25 anni. Voglio una città dove questo straordinario patrimonio possa essere veramente disponibile per i romani e per tutto il pianeta». E ha anche scritto una lettera al primo ministro e al presidente della Repubblica per chiedere a chi va in auto blu di utilizzare percorsi alternativi ai Fori. «Mi hanno risposto che sarà un bel segnale da dare», racconta Marino. Un segnale anche necessario a questo punto perché per il momento gli unici veri esclusi dai Fori sono auto e moto privati.
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