11 Marzo 2018

«Tutte le strade restano aperte»

Le strade pericolose restano aperte. Anche via di Ponte Galeria, via di Malagrotta, via Mattia Battistini, tratti di via di Boccea, via Portuense e via della Magliana, cioè le strade segnalate come critiche da una lettera del 6 marzo ai vigili e all’ assessora competente Margherita Gatta dalla direzione dell’ unità operativa manutenzione stradale del dipartimento Lavori pubblici, non saranno transennate, nonostante l’ asfalto dilaniato dalle buche. L’ ipotesi chiusura ha resistito per un paio di giorni fino a che gli stessi tecnici del Simu, autori della prima comunicazione, hanno deciso di scartarla «grazie ai lavori di manutenzione programmati nell’ immediato», ha spiegato il Campidoglio che prosegue nelle operazioni di pronto intervento sui crateri più profondi. Secondo i calcoli del Codacons oggi, dopo la recente ondata di maltempo, «il 93% delle strade della Capitale presenta situazioni di dissesto; su un totale di 6 mila chilometri di strade, 5.580 chilometri di asfalto cittadino richiedono interventi urgenti». Col rischio che altri romani, tra centauri e automobilisti, si giochino sia l’ incolumità fisica che quella del mezzo di trasporto. Le cause per danni, del resto, continuano ad arrivare copiose in Campidoglio. «Se ci sono gli estremi ci sarà risarcimento», ha spiegato l’ assessora Gatta che ieri ha incontrato le società che si occupano dei lavori per acqua, gas, luce e telecomunicazioni riscontrando «la piena collaborazione nel rendersi disponibili a sistemare i cantieri provvisori che insistono sulle strade capitoline». Da domani partiranno i lavori previsti dal programma «Strade nuove» su via Tuscolana, via Appia nuova, via Casal del Marmo, corso Francia, via Flaminia nuova, via Castro Pretorio, via dei Colli Portuensi, viale Ionio, via Ugo Ojetti e via di Valle Aurelia. Questo per le urgenze. C’ è poi l’ elenco delle vie da riasfaltare ex novo. In tutto sono circa 1.200 e per rimetterle a posto servono almeno 350 milioni di euro che, al momento, il Campidoglio non ha in cassa. Ma quanto spende Roma per le sue strade? L’ esperienza dice che negli appalti, spesso, vengono contabilizzate anche le «dazioni corruttive». In altre parole il prezzo per riasfaltare un incrocio o una via può includere il costo di una tangente. É il risultato (sconfortante) di un’ inchiesta della procura regionale della Corte dei conti su alcuni lavori realizzati negli anni fra il 2013 e il 2015. Il gruppo d’ imprese Martella avrebbe foraggiato 15 funzionari pubblici con mazzette corrispondenti a circa il 4% del valore dell’ appalto. Gli approfondimenti della magistratura contabile (ma anche di quella penale) confermerebbero quanto percepito da un qualunque cittadino: dietro la fragilità della rete viaria cittadina si nasconde una corruzione capillare. Soldi distribuiti dagli imprenditori per evitare collaudi e controlli, risparmiando su quantità e qualità del bitume, manodopera e altro. Un’ umiliazione per le casse pubbliche: «La confessione resa da Ferrari, collaboratore di fiducia di Martella (titolare del gruppo d’ imprese, ndr ) – scrive il vice procuratore Ugo Montella – ha chiarito che le imprese pagavano tangenti sulla base di un vero e proprio tariffario e di accordi preventivi illecitamente conclusi con i funzionari». Qualche esempio? Eccone alcuni. Per riasfaltare piazza Bocca della Verità, via Petroselli e via del Teatro Marcello le società Trevio srl e Lunica scarl di Martella avrebbero pagato a Stefano De Angelis, funzionario del Simu, una mazzetta da 144 mila euro (De Angelis è già stato condannato in primo grado a cinque anni di carcere). Per la manutenzione ordinaria e altri interventi sulla grande viabilità dei municipi III e IV le srl Trevio, Nicolò e Malù, anche queste di Martella, avrebbero versato a Francesco Pantaleo (Simu) una tangente da 69 mila euro. Più modestamente, per riparare alcune vie dell’ Eur, il tecnico del IX municipio Piero Seguiti avrebbe preso dalla Malù novemila euro. Mentre una «regalia» da 15 mila euro sarebbe stata corrisposta dal solito gruppo imprenditoriale a Giuseppe Lancella, funzionario del I municipio, per mettere in sicurezza la voragine di piazza Albinia. Soldi pagati dalla cittadinanza sotto forma di appalti gonfiati.
ilaria sacchettoni, andrea arzilli

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this