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fonte:
- Il Sole 24 Ore
L`Agenzia mette sul sito i dati dei contribuenti – Ma arriva l`alt della Privacy
L`agenzia delle Entrate libera sul sito internet i dati di milioni di contribuenti scatenando per una mattinata la caccia alle “vite degli altri“, o meglio ai guadagni degli altri, vip e semplici conoscenti. Inevitabile la buriana delle reazioni – politiche e no – e il collegamento web, intasato da centinaia di migliaia di internauti, viene oscurato nel primo pomeriggio, tra polemiche e minacce legali. Il caso è deflagrato ieri mattina quando, a poche ore dall`apertura virtuale della cassaforte dei dati 2005 del Fisco, i quotidiani Metro e Italia Oggi hanno anticipato gli effetti del “provvedimento del direttore dell`Agenzia “, Massimo Romano. Tutto secondo leggi e regolamenti, come riporta il preambolo del testo ufficiale, e come ha ribadito nelle prime ore di una giornata affannosa lo stesso Romano, che aveva appena consegnato gli elenchi a Comuni e uffici locali dell`Agenzia proprio per “renderli disponibili“, evidentemente a chiunque. Decisioni e rassicurazioni che però sono venute meno nel pomeriggio,quando l`accessibilità al sito delle Entrate- rilanciato anche dai servizi del sito del Sole 24 Ore con decine di migliaia di contatti – ha ceduto per eccesso di utenti, prima di essere ufficialmente disinnescato su indicazione del Garante della Privacy ( si veda l`altro articolo). Parecchi nomi illustri erano comunque filtrati nella prima parte della giornata: con le griffe del made in Italy, da Giorgio Armani (44 milioni 963mila euro, di cui 19,3 di imposta) a Dolce& Gabbana (29 milioni a testa); i vip del pallone, da Bobo Vieri (22 milioni428) a Francesco Totti (10 milioni) ad Alessandro Del Piero (9,2 milioni); per passare allo spettacolo, con Simona Ventura (1,677 milioni), Claudio Bisio (2,299 milioni); e senza trascurare i politici, come Silvio Berlusconi (28 milioni 33 mila) e gli antipolitici come Beppe Grillo (4,272 milioni). Infine, citazione per i responsabili dell`operazione trasparenza, Vincenzo Alfonso Visco (130 mila euro) e Massimo Romano (166 mila euro). E tacendo degli illustri sconosciuti visionati fin verso mezzogiorno da colleghi, amici, conoscenti e vicini di casa. L`onda d`urto ha travolto eventi e protagonisti. L`autorità Garante della privacy, dopo un primo smarcamento (“non ne sapevano nulla“) ha preso le distanze, provocando in serata un`ulteriore reazione delle Entrate: “piena legittimità dell`iniziativa “, ha ribadito l`Agenzia, pizzicando la memoria dell`Authority che “con le decisioni 17 gennaio 2001 e 2 luglio 2003 ha affermato che la pubblicazione degli elenchi deriva da una precisa scelta normativa“. Un`ora prima il garante Francesco Pizzetti aveva dichiarato al TG4: “Sembra manchi la base normativa per adottare la decisione“ di pubblicare i dati. Meno smorzati i toni della po-litica e dell`antipolitica. Se Beppe Grillo si è scagliato contro “l`ex governo di imbelli,presuntuosi e deficienti“, ipotizzando un suggeritore mafioso per favorire la scelta dei bersagli alla malavita, Renato Brunetta (Pdl) apre “alla trasparenza, non al Fisco spettacolo“, Mario Ferrara (FI, Politiche di bilancio) ipotizza “la vendetta di Visco contro gli italiani che lo hanno mandato a casa “, concetto ripreso da Luca Volontè (Udc); per Maurizio Leo (An) “la normativa va ripensata e sarà dunque modificata “. Per il presidente dei commercialisti, Claudio Siciliotti, “il principio è ammissibile, ma bisogna sapere da chi si è visionati“, mentre per Riccardo Alemanno (tributaristi Int), sì alla pubblicazione dei redditi per chi riveste incarichi pubblici, ma non per gli altri se non c`è motivo. Intanto le associazioni dei consumatori studiano profili di responsabilità delle Entrate (Adoc) e annunciano ricorsi in massa per ottenere 1000 euro di risarcimento che spetterebbero pro capite agli ignari contribuenti pubblicati (Codacons).
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