5 Marzo 2021

«Tutelati i sanitari no vax»

Se  un  operatore  sanitario  che  rifiuta  il  vaccino  anti-  poi  si  contagia  in  corsia  ha  comunque  diritto  alle  tutele  previste  per  l’infortunio  sul  lavoro,  come  l’indennità  economica  l’assistenza  sanitaria  carico  dello  Stato.  Potrebbe  però  essergli  negato  il  risarcimento  del  danno  da  parte  del  datore  di  lavoro.  Lo  spiega  la  Direzione  centrale  rapporto  assicurativo  dell’Inail  (Istituto  nazionale  per  l’assicurazione  contro  gli  infortuni  sul  lavoro),  nella  risposta  al  quesito  posto  dalla  Direzione  territoriale  di  Genova  sul  caso  di  15  infermieri  del  Policlinico  San  Martino,  che  gennaio  avevano  contratto  il  Sars-  dopo  aver  scelto  di  non  accettare  la  loro  dose  di  vaccino  Pfizer.  La  linea  sposata  da  Inail  parte  dal  presupposto  che  se  rifiutare  il  vaccino  è  un  diritto  non  se  ne  può  far  discendere  una  conseguenza  penalizzante.  Inoltre  ricordiamo  che  sotto  il  profilo  assicurativo,  per  giurisprudenza  consolidata  il  comportamento  colposo  del  lavoratore  (tra  cui  rientra  anche  la  violazione  dell’obbligo  di  utilizzare  dispositivi  di  protezione  individuale)  non  comporta  di  per  sé  l’esclusione  dell’operatività  della  tutela  prevista  dall’assicurazione  gestita  dall’Inail  maggior  ragione  resterà  la  tutela  se  la  protezione  che  manca  è  facoltativa,  come  nel  caso  del  vaccino.  Tuttavia  si  legge  «il  comportamento  colposo  del  lavoratore  può  invece  ridurre  oppure  escludere  la  responsabilità  del  datore  di  lavoro,  facendo  venir  meno  il  diritto  dell’infortunato  al  risarcimento  del  danno  nei  suoi  confronti,  così  come  il  diritto  dell’Inail  ad  esercitare  il  regresso  nei  confronti  sempre  del  datore  di  lavoro».  L’associazione  dei  consumatori  Codacons  era  pronta  far  partire  una  causa  collettiva  per  tutelare  gli  operatori  sanitari,  dai  medici,  agli  infermieri,  agli  oss,  nel  caso  in  cui  l’Inail  non  avesse  considerato  infortunio  sul  lavoro  l’infezione  da  Covid  per  tutti  coloro  che  avessero  deciso  di  non  farsi  inoculare  il  vaccino.  questo  punto  l’azione  di  Codacons  non  ha  più  senso.  «A  Biella  eravamo  pronti  ad  attivarci  anche  se  in  effetti  nessuno  si  era  ancora  rivolto  ai  nostri  uffici»  spiega  l’avvocato  Stefania  Gruppallo,  legale  in  servizio  all’associazione.

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