10 Luglio 2002

«Tutela ai poveri bimbi questuanti»

«Tutela ai poveri bimbi questuanti»
Una denuncia contro ignoti del Codacons alla Procura della Repubblica




«TUTTI i minori hanno il diritto di essere tutelati – ha denunciato il Codacons alla Procura di Roma – anche quelli che vengono costretti ad elemosinare a bordo di autobus e metropolitane». Ogni giorno si assiste al solito spettacolo nel quale la tenera età dei bambini viene sfruttata dai genitori-aguzzini per impietosire i passeggeri dei mezzi pubblici ed ottenere più facilmente qualche moneta. Piccoli extracomunitari che l`inverno affrontano gelide giornate senza l`abbigliamento adatto e l`estate stanno per strada anche nelle ore più calde. Un trattamento che va contro i diritti fondamentali dei minori, i quali andrebbero tutelati com`è di fatto previsto dalla Costituzione italiana e nella convenzione internazionale per i diritti dei minori. Su queste basi si è mosso il Coordinamento di associazioni per la tutela dell`ambiente e dei diritti di utenti e consumatori, presentando direttamente alla Procura della Rebubblica di Roma una denuncia contro ignoti per lo sfruttamento dei minori sugli autobus e nelle metropolitane. Oltretutto il Codacons ha sottolineato che questi ragazzini, messi sui mezzi a mendicare, non godono del diritto allo studio. Nessuno di loro ha la possibilità di frequentare la scuola, neanche le classi che costituiscono l`iter scolastico obbligatorio.
Il coordinamento dei consumatori insiste sulle precise responsabilità di persone compiacenti che permettono che ciò accada. «Un esempio sono gli operatori dei servizi del trasporto pubblico- spiegano dall`Associazione- controllori e conducenti permettono ai bambini di accedere a bordo dei bus o di passare i varchi della metro. Minori che sicuramente non utilizzano i mezzi pubblici per spostarsi per la città, ma che sfruttano l`affluenza dei passeggeri a bordo delle vetture per chiedere l`elemosina».
Una battaglia che il Codacons ha deciso di portare avanti concretamente, presentando in Procura la formale denuncia contro ignoti a firma del vicepresidente dell`Associazione Giovanni Pignoloni, il quale si è fatto portavoce per chiedere che vengano eseguiti controlli più capillari e che per questo reato siano applicate le punizioni previste dal codice di procedura penale a chi si scoprirà essere responsabile.

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