27 Maggio 2004

TURISMO: VIAGGIO ANNULLATO;GIUDICE,SI PAGHI DANNO EMOZIONALE

TURISMO: VIAGGIO ANNULLATO;GIUDICE,SI PAGHI DANNO EMOZIONALE




NON BASTA A TOUR OPERATOR RIMBORSARE IL BIGLIETTO DEL PACCHETTO




(ANSA) – CATANIA, 26 MAG – “Non basta ad un tour operator il solo rimborso spese al cliente per un viaggio andato a male, ma gli deve anche pagare un risarcimento per danno da vacanza rovinata“. E` il principio sancito dal giudice di pace di Catania, che ha accolto la richiesta di un turista di ottenere il versamento di una penale oltre alla restituzione del costo di un `pacchetto` annullato all` ultimo momento dagli organizzatori. La sentenza è resa nota dall` associazione per i consumatori Codacons, che ha assistito legalmente il ricorrente. Il caso ha come protagonista una turista catanese che aveva programmato e pagato un viaggio in Turchia che non ha mai avuto luogo perché l` aereo è risultato indisponibile per la data stabilita. “Nelle sue stesse condizioni – rivela l` avvocato Floriana Pisani – si sono trovati tutti i viaggiatori che erano in partenza con la signora, costretti a rimanere all` aeroporto di Catania in attesa dell` aereo e di notizie certe per un viaggio che alla fine è diventato fantasma perché non è stato effettuato“. “La comunicazione ufficiale dell` annullamento del pacchetto viaggio – aggiunge il legale – è avvenuta dopo ben dieci ore dall` orario previsto per la partenza, nella mancanza tra l` altro di una dignitosa assistenza durante l` attesa“. Il tour operator ha offerto immediatamente il rimborso delle spese e di quanto versato per il pacchetto viaggio ai turisti “appiedati“. Ma la signora ha chiesto anche il risarcimento del “danno da vacanza rovinata“. Nella sentenza, il giudice di pace ha rilevato che “i consumatori hanno subito il cosiddetto emotional stress, per non aver potuto usufruire delle utilità promesse e aver dovuto subire dei disagi che certamente non erano stati messi in conto“. “Questo dato – afferma Francesco Tanasi, vicepresidente nazionale del Codacons – deve far riflettere sia i tour operator che devono abituarsi a stare sempre più attenti a come trattano i loro clienti, sia gli stessi utenti dei servizi delle agenzie che devono rendersi conto di avere diritti ormai ampiamente riconosciuti dalla giurisprudenza“.

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