31 Agosto 2011

Turismo, slalom fra i tranelli

 

 
 
 
SASSARI. Caro-ristoranti, piccoli e grandi raggiri sulle coste, autobotti con acqua a peso d’ oro, pacchetti-vacanze non rispettati e, vicino alle spiagge, posteggi con ticket più salati del mare: è uno slalom tra mille ostacoli quello che spesso i turisti devono ancora fare nell’ isola. Uno slalom dovuto, a quanto pare, alla convinzione che una politica di rapina possa compensare i danni di una stagione nera. Insomma, non ci sono solo gli effetti devastanti della crisi generale, i traghetti con i loro biglietti da capogiro, i tour operator che all’ improvviso falliscono lasciando i clienti in braghe di tela, i disservizi nei voli low cost. E non ci sono solamente le solite segnalazioni di bagnanti disperati o svillaneggiati che arrivano dalle zone più frequentate. A volte, persino nelle località meno affollate, districarsi fra le trappole e i tranelli in agguato, a cominciare dai mirabolanti quanto inspiegabili rincari di prodotti nelle catene della grande distribuzione lungo i litorali, è tutt’ altro che semplice. Ecco perché ora l’ assessore regionale Luigi Crisponi pensa di affidare la vigilanza a speciali nuclei di polizia turistica. Ma che succede esattamente in questo fine estate anomalo? Soprattutto a sud di Olbia e lungo vasti tratti della costa centro-orientale uno dei leit motiv ricorrenti tra i tartassati in vacanza è la denuncia dei prezzi alle stelle pretesi per il parcheggio vicino alle spiagge. Nella zona di San Teodoro può capitare tranquillamente di sentirsi richiedere 2 euro all’ ora e 12 per l’ intera giornata (e le frazioni di ora sono conteggiate a vantaggio di chi amministra le cose: «Sei rimasto da noi 2 ore e 10? Bene, pagherai come fossero 3 ore piene: dacci 6 euro, grazie»). Scendendo verso sud i costi diminuiscono un tantino. Ma quel che colpisce di più gli ignari bagnanti alla ricerca di un posto nelle splendide cale è la mancanza di alternative: quasi non esistono le aree di sosta libera, magari più lontane ma dove non è indispensabile aprire il portamonete per raggiungere l’ arenile. Non bisogna generalizzare, però. Alla Speranza, lungo la strada che collega Alghero con Bosa, c’ è una zona aperta a tutti a poche decine di passi dalla spiaggia. Posteggiare negli stalli a pagamento richiede invece l’ esborso di 60 centesimi all’ ora e di 4 euro per l’ intera giornata. Altrove, sempre nello stesso litorale ovest, non ti chiedono nulla per la vettura, il caravan o la roulotte. Però, se ti vuoi fermare, sei costretto in cambio a prendere a nolo ombrellone e lettini dai gestori del lido di fronte: da 12 a 14 euro, please. E che dire di Sant’ Anna Arresi? «Qui in tante aree davanti al mare lasciare in sosta la macchina costa 5 euro per l’ intera giornata, 4 per la mezza giornata e se ti azzardi a posteggiarla da qualche altra parte ti becchi subito una multa», non si stancano di ricordare in parecchi. E raccontano un caso che ha del grottesco: «Vicino a una spiaggia c’ è la residenza di un privato che ha un vasto terreno provio di recinzine e consentiva a tutti di parcheggiare gratis. Quando l’ hanno saputo, zelanti vigilantes gli hanno sistemato transenne ai confin. Meglio evitare lo "spreco" di contravvenzioni e introiti. Per eliminarle, il proprietario ha dovuto incaricare un legale di occuparsi della faccenda». Il Comune di Villasimius, poi, è finito alla ribalta della cronaca nazionale. Record d’ infrazioni (e conseguenti multe) lungo i percorsi turistici durante la stagione estiva: 2.700 contravvenzioni elevate solo in giugno, il doppio a luglio. E domani si farà il bilancio di un agosto che si annuncia con una chiusura da guinness dei primati. Nell’ industria delle vacanze, a livello regionale, Cittadinanzattiva assicura da tempo una sorveglianza e una tutela contro le frodi. Ma i disguidi registrati dall’ associazione negli ultimi mesi non rientrano in questa categoria. «Piuttosto ci hanno telefonato per le tariffe dei parcheggi a Tuerredda e per il costo dei gelati in certi tratti del litorale di Chia», chiarisce Raffaele Corda, nell’ isola responsabile della rete in cinque lingue di procuratori al servizio dei cittadini. Attivi contro trappole e trabochetti anche Telefono Blu Consumatori, Codacons e Adiconsum. Ma non tutto va male. Anzi. Abusi, arbitri, lievitazioni dei prezzi restano spesso fenomeni circoscritti. Quest’ anno molte lamentele «tipiche» sono in calo. Specie da parte degli stranieri. Il console di Francia a Cagliari, Andrea Dore, che di recente è stato insignito della legion d’ onore per il suo impegno, non ha ricevuto alcuna segnalazione negativa. «In passato ci sono stati casi limitati di persone che mi hanno riferito di esser state prese per il collo in albergo o al ristorante – spiega – Ma da giugno a oggi non ho mai sentito nulla del genere, nonostante ritengo che da noi siano sbarcati più francesi del solito per vita della situazione nel Nord Africa. Al contrario non faccio che raccogliere testimonianze favorevoli per il senso di ospitalità e per l’ accoglienza dei sardi». E dal centro operativo di «Easy Italia», il servizio di assistenza in otto lingue per i turisti collegato con il ministero, la dirigente Antonella Lombardi conferma la sensazione positiva: «Diversamente da altre regioni, dall’ isola non ci sono pervenute lamentele». Resta invece critica, «per la mania tutta nostrana di chiudere i negozi durante le manifestazioni folcloristiche e per la tendenza di troppi ristoratori a fregare i clienti», Paola Manca. Titolare a Sassari dell’ agenzia di viaggi Sardinia for you, cita singoli episodi «poco edificanti» nel nord dell’ isola, da Castelsardo a Valledoria. «Ma certo è una strategia fallimentare – spiega – Come non pensare infatti alle ricadute complessive d’ immagine e alla pubblicità negativa per l’ intera Sardegna?». 
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