29 Maggio 2003

Turismo, si profila un`estate «povera»




ROMA – Oltre 19 milioni di italiani, quest`estate, vedranno il mare solo in cartolina. La stretta dei consumi delle famiglie sembra incidere pesantemente sulle imminenti vacanze 2003, il cui fatturato complessivo calerà del 16%; una perdita dovuta anche alla diminuzione secca del 3% di stranieri.
A ribaltare le sorti di questa estate «povera» potrebbe essere l`esercito degli indecisi, quei 5,3 milioni di persone (l`11,3% contro il 6% del 2002) che non hanno ancora fatto mente locale se e dove andare. Sono questi i dati previsionali per il trimestre estivo presentati ieri a Roma dal presidente della Federalberghi Bernabò Bocca che aspetta con ansia che le misure annunciate dal governo Berlusconi a favore del turismo, si trasformino in realtà. Basti pensare che in alberghi e ristoranti tra gennaio e maggio ci sono stati 40.000 posti di lavoro in meno, ossia 313.000 contro i 352.000 del 2002. Dall`indagine emerge che il 49% degli italiani (il 54% nel 2002), farà comunque le valigie per una media di 2 settimane; ma la spesa procapite passerà da 782 euro della scorsa estate a 713.

La sistemazione alberghiera, considerata la «vera» vacanza, si riconferma come soluzione preferita per 8 milioni di persone (34%), guadagnando 2 punti percentuali. Quanto alle tariffe, essendo allineate al costo della vita, subiranno un aumento del 2-2,5%, anche se, come ha sottolineato Bocca, sarà difficile che vengano applicate quelle di alta stagione.

Sul fronte straniero, giapponesi e statunitensi nelle città d`arte fanno registrare un calo del 40%, del 5% i tedeschi, mentre dovrebbero essere più numerosi francesi, inglesi, austriaci, svizzeri e spagnoli. Novità in vista sul periodo prescelto, visto che in giugno partirà l`8,2% degli intervistati, contro il 4,2% dello scorso anno. Il mese preferito resta comunque agosto, segnalato dal 54% degli intervistati (pari a 12,5 milioni di italiani); segue luglio con il 27% del campione, pari a 6,2 milioni di italiani; invariata la percentuale di settembre con il 9,4%. Il 78% degli italiani, stessa percentuale rispetto al 2002, non varcherà i confini del Belpaese, mentre il 19%, il 4% in più, espatrierà sotto la spinta di un euro forte.

Quanto alle mete, ancora una volta trionfa il mare (71%, contro il 70% del 2002); seguono la montagna (17% come nel 2002) e le città d`arte che fanno registrare un leggero calo (5% contro il 6% dell`anno scorso).

Anche dall`Intesa dei consumatori arrivano dati preoccupanti: «Il motivo di questa contrazione è molto semplice e sta nei 2.109 euro sottratti ai redditi delle famiglie italiane a partire da gennaio 2002, cifra che si ottiene sommando gli aumenti registrati negli ultimi 16 mesi nelle voci trasporti, servizi postali e finanziari, rc auto, luce, gas ecc. Era inevitabile che questa situazione portasse a una riduzione delle vacanze da parte delle famiglie italiane».

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