16 Giugno 2013

Turismo, previsioni nere

Turismo, previsioni nere

In attesa Turisti a passeggio nel centro di Cogne durante la scorsa estate Per gli albergatori valdostani le previsioni sull’ andamento della stagione non sono rosee Archiviato l’ anno scolastico, gli italiani iniziano a pensare alle vacanze e gli operatori valdostani guardano alla stagione turistica. La preoccupazione, però, è palpabile. «Non stupisce, ma in queste settimane regna ancora un’ enorme incertezza», dice Alessandro Cavaliere, il neo presidente dell’ Associazione degli albergatori valdostani. A rendere le previsioni ancora più nere i dati di una ricerca condotta dal Codacons, secondo cui quest’ estate il 55 per cento degli italiani rimarrà a casa: 33 milioni di persone non partiranno, né per il mare né per la montagna, 6 milioni in più rispetto allo scorso anno. La speranza è che le presenze smentiscano la ricerca: «Non siamo pessimisti dice Cavaliere -, noi siamo pronti ad iniziare la stagione, in tutte le zone della Valle d’ Aosta. Ma ho appena fatto un giro di chiamate, sentendo colleghi di Cervinia, Cogne, Gressoney, della Val d’ Ayas e del Gran San Bernardo, e tutti mi hanno detto che rispetto agli stessi giorni dello scorso anno il venduto è nettamente inferiore». Le percentuali variano da zona a zona, ma anche da una struttura a un’ altra. Ed è per questo che Cavaliere non fornisce numeri: «Ma siamo indietro, questa è la percezione di tutti». Si conferma quindi una tendenza ormai diventata la regola, il last minute, la prenotazione dell’ ultimo secondo. «Questo è sempre più vero ancora Cavaliere – e ne ho testimonianza nelle mie attività». Il presidente Adava, con la famiglia, gestisce quattro alberghi, tre a Courmayeur e uno a La Thuile. «Da quando è scoppiato il caldo, i miei dipendenti mi hanno detto che le chiamate sono praticamente raddoppiate: siamo sempre più dipendenti dal tempo. E continua a calare anche la durata dei soggiorni: la gente chiede sempre più spesso se è possibile stare solo tre giorni, la settimana è quasi un miraggio. E poi chiedono sconti, prezzi più bassi». La ricerca del Codacons delinea uno scenario drammatico per il mondo turistico italiano e, se confermata dai fatti, anche per quello valdostano. L’ estate è infatti da sempre all’ insegna degli italiani. «Questa è una nostra grande debolezza: nella bella stagione il mercato italiano rappresenta più del 90 per cento del totale, se cala soffriamo tutti». Ma se tutti stanno facendo i conti con la crisi c’ è chi deve poi anche dialogare con la natura, e con la minaccia di una frana. E’ il caso degli operatori di Entrèves, La Palud e della Val Ferret. «Ne abbiamo discusso giovedì – dice il presidente – in una riunione con il Comune, con l’ assessore regionale Aurelio Marguerettaz e con gli operatori. Con la riapertura della Val Ferret la situazione sta tornando alla normalità. Ora abbiamo chiesto che si intervenga per far sì che il turista che arriva non abbia la percezione di essere in un paese “sotto attacco”, quindi togliere le transenne e il resto, mantenendo alta l’ attenzione e l’ impegno, continuando ad essere vigili». 33 Milioni Il numero di italiani che secondo uno studio del Codacons questa estate resterà a casa Saranno 6 milioni in più rispetto allo scorso anno.

cristian pellissier aosta

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