Turismo, l’ Italia torna a catturare gli stranieri
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fonte:
- Avvenire
tedeschi, francesi e inglesi per un +10% pienone al mare. e le vacanze si allungano
ROMA Dopo qualche anno di flessione, il turismo conosce un rilancio. La crisi economica e le tensioni internazionali, infatti, consigliano di viaggiare nel Bel Paese e sono in diminuzione le persone che scelgono alcune mete come la Turchia, la Tunisia e il Mar Rosso. Sono in aumento gli italiani che vanno in vacanza entro i nostri confini. E anche gli stranieri che hanno preferito l’ Italia. Più della metà dei nostri connazionali (il 54%), per esempio, ha scelto di muoversi per trascorrere il Ferragosto a casa di parenti o amici, in vacanza, al mare, in campagna o in montagna. Lo sostiene la Coldiretti sulla base di un’ indagine realizzata con Ixè. Solo un italiano su cinque (21%) lo considera «un giorno come gli altri e non intende fare nulla di particolare, mentre il 25% coglie l’ occasione per stare in casa a riposare. Tra le mete più gettonate con il 15% c’ è la casa di parenti e amici per trascorrere la giornata in un clima di relax e convivialità, ma in molti (12%) scelgono la campagna, i parchi o le aree naturali come alternativa al mare e alla montagna». Degli oltre 35 milioni di italiani in vacanza (cinque in più dell’ anno scorso) oltre un terzo (34%) ha messo a disposizione un budget al di sotto dei 500 euro, il 43% tra i 500 e i mille euro, il 15% tra i mille e i 2mila euro, mentre percentuali residuali supereranno questo limite. Secondo un’ indagine di Federalberghi, invece, da giugno a settembre saranno oltre 33 milioni i turisti: +9,5% rispetto al 2015 e in particolare più di 22 milioni si metteranno in viaggio nel mese di agosto. «Questo incremento – dice il presidente degli albergatori italiani, Bernabò Bocca – si rifletterà anche sul giro d’ affari che chiuderà con un +17,2% passando dai 18,3 miliardi di euro del 2015 ai 21,5 di quest’ anno. Numeri di tutto rispetto che non ci devono però indurre a crogiolarci sugli allori. Al governo, che si accinge a varare il piano strategico nazionale del turismo, chiediamo di sganciare le zavorre che limitano la competitività delle nostre imprese e indichiamo tre priorità: ridurre la pressione fiscale per consentire investimenti nella riqualificazione delle strutture, contrastare ogni forma di concorrenza sleale e di esercizio abusivo, promuovere la presenza dell’ Italia sui mercati internazionali e la destagionalizzazione della domanda turistica». In aumento anche la durata media della vacanza di quest’ anno che è di 11 notti rispetto alle 8 del 2015 e nel 74,5% dei casi (quasi 25 milioni) gli italiani rimarranno in Italia, mentre nel 25,5% dei casi (quasi 8,5 milioni) andranno all’ estero. Il 70% dei vacanzieri sceglierà le località marine, il 7,7% le località d’ arte maggiori e minori, il 6,7% andrà in montagna, il 5,1% ai laghi, il 2,7% nelle località termali. Circa 8,5 milioni di italiani che si recheranno all’ estero, si dirigeranno essenzialmente verso le grandi capitali europee (38,8%) e i mari tropicali (14,2%). La spesa stimata per le vacanze estive (comprensive di viaggio, vitto, alloggio e divertimenti) è di 869 euro (rispetto ai 786 del 2015). La buona annata è confermata anche dai monitoraggi del Codacons, che parlano di 32 milioni di cittadini in vacanza. Anche quest’ anno la Puglia si conferma la destinazione prediletta degli italiani, scelta dal 18% delle famiglie, seguita da Sicilia (15%), Toscana (12%) e Liguria (10%). Tra le mete estere prima la Grecia (27%), a seguire Croazia (23%) e Spagna (20%). Lo stesso presidente di Federturismo Confindustria, Gianfranco Battisti, conferma che si tratta «a tutti gli effetti di un’ estate di crescita per il turismo nazionale». All’ aumento di circa il 10% delle presenze complessive «hanno contribuito i flussi internazionali, contraddistinti da una prevalenza di arrivi di turisti tedeschi, francesi e inglesi, che hanno optato per un soggiorno di otto notti prevalentemente nelle strutture alberghiere, per una spesa media di circa 800 euro». Un boom di presenze e anche di consumi. Soprattutto per birre e gelati. Le famiglie italiane – secondo una rilevazione di Confartigianato – spendono complessivamente per questi due alimenti 3,1 miliardi di euro l’ anno, equamente divisi tra 1.541 milioni di euro per i gelati e 1.523 milioni di euro per le birre. In media, ciascun nucleo familiare spende ogni anno 71,5 euro per i gelati e 70,7 euro per le birre. Che la qualità e la varietà di birre e gelati italiani sia sempre più apprezzata dai nostri connazionali e dai turisti stranieri lo dimostra il numero dei produttori artigiani: 15.969 imprese, di cui 15.702 pasticcerie e gelaterie e 267 birrifici. RIPRODUZIO NE RISERVATA.
maurizio carucci
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