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6 Agosto 2015

Turismo, il riscatto della Sicilia: è boom di arrivi

Turismo, il riscatto della Sicilia: è boom di arrivi

lb federalberghi: 4,5 milioni di italiani hanno scelto l’ isola per le loro vacanze. sono 5 milioni invece a recarsi all’ estero.
Cinzia Conti …Gli italiani in vacanza in aumento, con un più 8,6 per cento, e il riscatto del Sud come area prediletta per le ferie e «punto nevralgico» per la ripresa dell’ intero Paese. Ma anche la crescita del giro d’ affari complessivo e l’ aumento della clientela straniera. Un giro d’ affari da 18 miliardi di euro, in crescita continua, che vede la Sicilia protagonista: se 25 milioni di italiani andranno in vacanza senza andare all’ estero, il 18 per cento è diretto proprio nell’ Isola per un totale di 4 milioni e 500 mila possibili arrivi. Insomma, il quadro delle vacanze estive di quest’ anno fatto da Federalberghi, dopo un 2014 nero, vira sul rosa e conferma una ripresa in via di consolidamento. Hanno trascorso o trascorreranno una breve vacanza fuori casa 30,4 milioni di persone, pari al 50 per cento degli italiani in buon recupero di posizioni rispetto all’ ultimo biennio (erano 26,8 milioni nel 2013 e 28 mi lioni nel 2014). «Mentre prosegue a un ritmo del +2,5% l’ incremento della clientela estera diretta in Italia a conferma dell’ ottimo rapporto qualità -prezzo del nostro sistema spiega il presidente degli albergatori italiani, Bernabò Bocca- affiancare a questo dato un più 8,6% di italiani in vacanza da giugno a settembre sul 2014 ci fa sorridere, ma non vogliamo illuderci. L’ Italia ha bisogno di investimenti cospicui nel settore e di un piano robusto di ristrutturazioni e di promozione». Il giro d’ affari si aggira sui 18,3 miliardi di euro, in crescita del 7,7% rispetto ai 17 miliardi dello scorso anno. La durata media della vacanza quest’ anno è di 8 notti rispetto alle 9 notti del 2014. Nell’ 81 per cento dei casi (quasi 25 milioni) gli italiani rimarranno in Italia, mentre nel 19 per cento dei casi (oltre 5 milioni) andranno all’ estero. Si punterà per lo più verso località marine e a fare la parte del leone saranno le regioni del Sud. Oltre il 48 per cento di chi rimane nei confini del Bel Paese si stadi videndo sulla meta da scegliere, ma la metà è diretta al Sud. Quasi uno su cinque resta in Sicilia (per un totale parti al 18 per cento), oppure in Sardegna (10,4%), in Puglia (10,1%) e in Calabria (10%). Il 79% (rispetto al 70% del 2014) preferisce la spiaggia, seguono la montagna con il 7,8% delle preferenze (rispetto al 15,1% del 2014), le località d’ arte maggiori e minori con il 4,2% (rispetto al 5% del 2014), le località termali con il 2,7% (rispetto al 2,4% del 2014) e in leggera risalita i laghi (2% rispetto all’ 1,6% del 2014). Tra gli oltre 5 milioni di chi sceglie di espatriare il 43% punterà sulle grandi capitali europee, seguite da mari tropicali e località esotiche che salgono al 17,7% dal 15,2% dello scorso anno. «Dopo le notizie dei giorni scorsi – prosegue Bocca- che hanno enfatizzato dati drammatici sulla irrisoria crescita del Mezzogiorno d’ Italia, vedere che il 48% degli italiani stia scegliendo per la proprie ferie estive soprattutto il Sud, quale punto nevralgico del riscatto di un’ inte ra area geografica, ci rafforza nel convincimento che il nostro Paese – conclude il presidente degli albergatori italiani – ha ancora tante doti turistiche da valorizzare per una crescita economica ed occupazionale che vanno incentivate per diventare il volano della ripresa». Se le stime di Confturismo-Confcommercio con l’ Istituto Piepoli registrano a luglio un massimo storico per l’ indice di fiducia dei viaggiatori (passando da 63 a 66 su 100 in un mese), Federconsumatori giudica «piuttosto ottimistiche» lepre visioni di Federalberghi: secondo l’ associazione, solo il 31 per cento dei nostri connazionali partirà per la tradizionale vacanza estiva, pari a circa 18,6 milioni di cittadini. E il Codacons rileva che, nonostante la ripresa del turismo, calano la durata della vacanza e la spesa procapite: il 50% delle famiglie andrà in villeggiatura per un periodo non superiore ai 7 giorni e il 65% degli italiani spenderà per alloggio, svago e servizi una cifra inferiore ai 500 euro a testa.

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