Turismo giù in agosto per la prima volta Solo gli stranieri evitano il fallimento
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fonte:
- Libero
DANIELA MASTROMATTEI
La crisi si abbatte sull’Italia
come un ciclone. Non stupisce
che anche il turismo ne risenta.
Nei primi otto mesi del 2012 si
registra una perdita del 2,6% di
presenze e un relativo calo di fatturato
stimato intorno al 10% rispetto
allo stesso periodo del
2011, secondo i dati resi noti da
Federalberghi. Il presidente Bernabò
Bocca spiega che «luglio ha
mostrato una flessione complessiva
delle presenze alberghiere
pari al 5%, caratterizzata da un –
8,9% di italiani e un +0,2% di stranieri
». Per la prima volta nella
storia del turismo italiano, «agosto
ha registrato un -1,1% di presenze
complessive, composteda
un -3% di italiani e un +2,1% di
stranieri».
È andata bene nei due mesi
estivi per la Campania (+2,4%,
italiani in calo dello 0,1%). E a
sorpresa anche per l’Emilia Romagna,
stabile nel numero di
presenze complessive, con un –
3,6% di italiani e un cospicuo
+11,7% di stranieri. Tra le regioni
in calo, troviamo il Friuli Venezia
Giulia con un -11,8% di presenze
alberghiere (dovute a un -17,2%
di italiani e un -6,5% di stranieri).
Male anche la Toscana (-10,6%),
la Sardegna (-7,1%) e la Puglia (-
6%). Strano ma vero, sono negative
anche le performance del
Lazio e dei suoi musei: segna un –
2,8% di presenze alberghierecon
un -8,9% italiani e un -0,1% stranieri.
Bocca dà in parte la colpa ai
«prezzi fermi ormai da 3 anni», e
ad «accorte politiche tariffarie
difficili da sostenere a lungo».
Con un inevitabile riflesso anche
sul mercato dei lavoratori: -2,6%
di occupati (-2,8% a tempo indeterminato
e del -2,5% a tempo
determinato). Bocca lancia un
appello «Sollecitiamo dunque
Governo e Parlamento affinché
mettano subito mano a un progetto
di riorganizzazione politica,
legislativa e finanziaria del
settore per consentire alle migliaia
di imprese che lavorano
nel turismo e per il turismo di
rialzare la testaeridare forza evitalità
al Pil per il quale contribuiamo
per quasi il 10%».
Ma Carlo Rienzi, presidente di
Codacons, ricorda a Bocca che
questa è stata l’estate della crisi e
del risparmio: «Gli italianihanno
reagito alla situazione economica
negativa tagliando le spese relative
alle vacanze». Altro che
prezzi bloccati da tre anni: i nostri
«prezzi e tariffe presso le
strutture turistiche italiane sono
ancora troppo elevati, specie se
raffrontati a listini di altre mete di
villeggiatura come Spagna, Grecia
o Egitto, estremamente convenienti
e quindi in grado, in un
momento così difficile, di attrarre
un maggior numero di turisti»,
fa notare Rienzi.
E poi quest’anno il 36% degli
italiani ha optato per vacanze
mordi e fuggi (con una permanenza
media di 3-4 notti), magari
cercando ospitalità presso amici
e parenti. Una modalità di vacanza
breve che sta prendendo
sempre più piede tra le abitudini
degli italiani, dettata soprattutto
dalla drammatica caduta del potere
di acquisto delle famiglie,
come spiega Federconsumatori.
Questo grave andamento continua
ad avere pesanti ripercussioni
sull’intera economia. Il turismo
è infatti un settore prezioso
per l’economia nazionale, il
nostro giacimento di «oro nero»,
che però non è ancora sfruttato e
valorizzato in maniera adeguata.
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