10 Agosto 2005

TURISMO: CONSUMATORI, OLTRE 5 MLN A CASA PER CARO-VACANZE

TURISMO: CONSUMATORI, OLTRE 5 MLN A CASA PER CARO-VACANZE

ASSOCIAZIONI, FAMIGLIA MONOREDDITO DEVE IPOTECARE TRE STIPENDI

(ANSA) – ROMA, 10 AGO – Per le associazioni dei consumatori

é allarme rosso: gli italiani che diserteranno spiagge e monti

sono oltre 5 milioni. Bloccati a casa dal “carovita“, non

possono sostenere i costi proibitivi di una vacanza stimati in

3.000-3.300 per 15 giorni cioé – sostengono le associazioni di

tutela – l`equivalente di tre mesi di stipendio.

Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori – sigle storiche

del sindacato di tutela – hanno preso posizione comune sui

ripetuti allarmi lanciati dalle varie associazioni di categoria

del turismo (ultimo, oggi, il sindacato dei balneari) e

prescrivono una ricetta: gli albergatori devono ingegnarsi,

lanciare saldi ed offerte per pacchetti vacanza scontati fino al

50%.

“Una famiglia monoreddito – si legge nella nota congiunta

dei consumatori – deve ipotecare almeno tre mesi di stipendio

per andare 15 giorni in vacanza: tra caro-ombrellone,

caro-autostrada, caro-benzina e via dicendo bisogna mettere in

conto almeno 3.000-3.300 euro“.

La nota delle associazioni elenca le singole voci di spesa,

calcolate per una famiglia di 4 persone:

– 200 euro tra spese di benzina e autostrada (percorrenza di 600

chilometri);

– 1.800-2.000 euro l`affitto medio di un monolocale (4 letti a

castello) per 2 settimane;

– 300-400 euro i costi della spiaggia per 13 giorni;

– 520-650 euro le spese per l`alimentazione e le bevande;

– 120-200 euro un pranzo al ristorante;

– 80 euro per due cene in pizzeria;

– 48 euro per 16 coni gelato.

Il totale della spesa minima si aggira – secondo le stime dei

consumatori – fra 3.068 e 3.450 euro per 15 giorni. Questa cifra

é destinata a salire, e anche molto, se la stessa famiglia

decide di trascorrere la vacanza in un albergo a 3 stelle: in

questo caso, la spesa minima può salire fino a 4.500 euro.

“Proprio per questo, almeno 1,7 milioni di famiglie (circa 5

milioni di italiani) hanno rinunciato quest`anno ad una vera e

propria vacanza, preferendo qualche fine settimana allungato al

lunedì o posticipato al venerdì “. Per queste ragioni, il

cartello dei consumatori torna a chiedere agli operatori del

settore “l`unico serio provvedimento per rilanciare i consumi:

un calo drastico di almeno il 50% degli elevatissimi costi dei

beni di largo consumo“. Agli operatori turistici arriva anche

una stoccata dal sindacato di tutela: anziché attardarsi

“nelle routinarie richieste di `aiutini` statali, comincino a

praticare sconti del 50%-60% sui pacchetti turistici, gli

alberghi e le spiagge“.

(ANSA).

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