TURISMO: CODACONS, FORTI DISAGI PER VISTO INGRESSO NEGLI USA
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fonte:
- Ansa
`MA L`ITALIA RISERVA UN TRATTAMENTO UGUALE AGLI AMERICANI?`
(ANSA) – BOLOGNA, 17 NOV – “I centralini del Codacons stanno
registrando il disagio di molti italiani che vogliono recarsi
negli Stati Uniti per turismo i quali, avendo provveduto a
rinnovare il passaporto dopo il 25 ottobre, vedono messa in
pericolo la loro vacanza a causa del fatto che gli Usa non
accettano di farli entrare se non previo rilascio di apposito
visto di ingresso da parte del Consolato degli Stati Uniti“. Lo
ha reso noto il vicepresidente nazionale del Codacons, l`
avvocato bolognese Bruno Barbieri.
“I cittadini italiani che vogliono recarsi negli States –
dice Barbieri – devono inoltre superare l`ostacolo legato alla
difficoltà di riuscire ad ottenere un appuntamento nei
Consolati americani per ottenere il visto di ingresso in quanto
l`appuntamento può essere preso solo attraverso un numero
(899.34.34.32) il cui costo da telefono fisso è di oltre un
euro al minuto e da telefono mobile di quasi tre al minuto, con
attese interminabili che hanno portato alcuni associati Codacons
(la segnalazione è arrivata da Paolo Randi, referente per
Ravenna) a pagare quasi 120 euro prima di riuscire ad ottenere
l`appuntamento“.
“Non solo – aggiunge il vicepresidente dell`associazione di
tutela dei consumatori – ma la prassi prevede che ci si debba
recare ad uno dei Consolati senza alcuna borsa al seguito (forse
gli americani pensano che gli italiani possano portare con sé
degli ordigni?) per rispondere ad alcune domande e poi ritornare
nuovamente al Consolato una seconda volta a ritirare il visto.
Tutto questo comporta l`effettivo rischio d non riuscire a
rispettare le date di partenza programmate e di far lievitare i
costi, già di per sé non bassi, per recarsi negli States. Solo
coloro che hanno rinnovato il passaporto a Roma, Milano e
Firenze, dove viene rilasciato il passaporto con foto digitale,
non dovranno sottoporsi a questo pellegrinaggio“.
“Il Codacons – conclude Barbieri – domanda alla Farnesina se
anche i cittadini americani che vogliono venire in Italia
debbono sottoporsi alla medesima procedura che gli Stati Uniti
impongono per permettere l`ingresso dei nostri connazionali nel
loro Paese“. (ANSA).
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