TUCKER: CODACONS, AZIONE COLLETTIVA DOPO SENTENZA APPELLO
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fonte:
- Ansa
(ANSA) – BOLOGNA, 17 MAG – Il Codacons è pronto ad avviare
un’azione collettiva nei confronti dei vertici della Tucker,
all’indomani della sentenza della Corte d’Appello di Bologna che
ha condannato a sei anni Mirco Eusebi, il titolare dell’azienda
di Riccione (Rimini) e a cinque anni e sette mesi Ivana Ferrara,
sua moglie, per associazione a delinquere finalizzata alla
truffa.
Truffa legata alla commercializzazione di una sorta di tubo
di scappamento per auto che – sulla carta – avrebbe dovuto
abbattere l’inquinamento dei gas di scarico e far risparmiare
combustibile e costi per aziende e privati. Secondo il Codacons
vennero installati più di 14.000 dispositivi, la cui efficacia
non è stata dimostrata, al prezzo di 15 milioni di vecchie
lire, per un giro d’affari di circa 200 miliardi.
La Corte felsinea ha sostanzialmente confermato la sentenza
di primo grado – che aveva stabilito una pena di 11 anni e
quattro mesi per Eusebi e dieci anni e dieci mesi per la Ferrara
– dimezzata per l’intervenuta prescrizione delle truffe
contestate. I giudici bolognesi hanno inoltre comminato quattro
anni a Simone Ambrogiani e Serenella Pierfederici; tre anni a
Osvaldo Salvi, mentre Emanuele Baroni e Iano D’Altri –
intervenuta la prescrizione per i reati da loro commessi – sono
stati condannati al risarcimento dei danni che verrà stabilito
in sede civile.
La Corte d’Appello del capoluogo emiliano ha anche confermato
la provvisionale di 1.000 euro a ciascuna delle parti civili.
Proprio questa scelta, si legge in un nota del Codacons, farà
partire, da parte dell’associazione a tutela dei consumatori,
“un’azione collettiva in sede civile per ottenere per ciascun
danneggiato la quantificazione esatta del danno dal Giudice
Civile e il titolo per poter recuperare tali somme (di media
21.000 euro a testa) sui conti e beni sequestrati a suo tempo
alla Tucker e agli imputati come risultato della truffa
realizzata”.
Ora, sottolinea il Codacons, “i truffati, come comunicato
ieri sera a ‘Striscia la Notizia’ che ha seguito da sempre
questo caso ancor prima dell’inizio del processo di primo grado
tenutosi a Rimini e conclusosi con la sentenza del 5 gennaio
2009, potranno recuperare in sede civile le somme investite in
questi tubi bufala oltre ad una cifra a titolo di risarcimento
danni”.(ANSA).
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