23 Maggio 2008

Truffe sui farmaci, il ministero mette sotto inchiesta l`Aifa

Governo e magistratura accelerano i tempi per fare chiarezza sulla nuova e improvvisa bufera scoppiata nel settore farmaceutico. Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha deciso ieri la nomina di una commissione d`indagine tecnico-amministrativa per avviare un`indagine sull`Aifa in tempi strettissimi e accertare i “profili di tutela della salute dei cittadini “. Mentre la magistratura s`è divisa i compiti: a Roma è stato trasferito il filone principale dell`inchiesta legato alla corruzione, col trasferimento di 23 dei 30 capi d`accusa complessivi; la Procura di Torino, che ha aperto l`indagine fin dal 2006, conserva la titolarità delle 7 ipotesi di reato relative ai rischi prodotti per la salute pubblica. Il terremoto sui farmaci dell`inchiesta di Raffaele Guariniello sta scuotendo i Palazzi romani. Le industrie farmaceutiche (dalle due Procure non filtrano nomi e fatti contenuti nei voluminosi dossier della Procura torinese) manifestano “piena fiducia nella magistratura“ e invocano massima chiarezza, da Farmindustria ad Assogenerici. Ma il Codacons si prepara ad avviare una class action e chiede di fare subito i nomi dei farmaci che sono (o sarebbero stati) potenzialmente pericolosi. Stessa richiesta di trasparenza arriva da Cittadinanzattiva del Tribunale dei diritti del malato. La decisione di Sacconi era stata preannunciata fin dal mattino ed è poi stata ufficializzata nel tardo pomeriggio di ieri: la nomina di una commissione d`indagine tecnico- amministrativa sull`Aifa composta da 3 esperti (un dirigente della Salute, un farmacologo e un avvocato costituzionalista, secondo una prima ipotesi) che entro una settimana dovrà fornire le prime valutazioni dopo verifiche interne. Il rapporto finale arriverà entro fine luglio. L`obiettivo è di far chiarezza sull`effettiva funzionalità dell`Agenzia, nata nel 2004 con Tremonti all`Economia e Sirchia alla Salute, alla quale fin qui è stata riconosciuta competenza e rapidità di decisioni, soprattutto in relazione al passato. Quello della funzionalità dell`Aifa, al di là delle ipotesi di corruzione oggetto delle indagini della magistratura, è un filone che il Governo vuole indagare a fondo anche in funzione delle ipotesi di reato (non tutte note) emerse dall`indagine.Uno dei capitoli d`indagine è, ad esempio, la mancata tempestiva modifica delle indicazioni e delle contro indicazioni da riportare nei foglietti illustrativi (i cosiddetti “bugiardini“) dei medicinali.L`inchiesta avrebbe verificato 22 casi di farmaci (tutti o quasi, sembrerebbe, di classe C a totale carico dei cittadini). Proprio per questa ipotesi, il direttore generale dell`Aifa, Nello Martini, e una dirigente dell`ufficio autorizzazioni al commercio dell`Agenzia,Caterina Gualano, avrebbero ricevuto un avviso di garanzia a comparire a Torino la settimana prossima: le ipotesi contestate sarebbero di imprudenza, imperizia, negligenza e inosservanza delle norme di organizzazione dell`Aifa. Tra i farmaci con i bugiardini aggiornati in ritardo, per inciso, ci sarebbero pomate gel e un prodotto simil Viagra. In mattinata una nota dell`Aifa aveva del resto già precisato che al dg “non è stato contestato nessun reato di corruzione“.

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