Truffe da crisi, boom di prestiti tra privati e acquisti di auto in contanti
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fonte:
- Modena Qui
Prestiti privati in 48 ore. Acquisti di auto con pagamenti immediati in contanti. Sono pratiche che stanno letteralmente esplodendo in tempo di crisi. E il raggiro si nasconde dietro l’ angolo. A Modena, in particolare, c’ è il boom di due fenomeni: gli annunci su internet dove presunti mediatori finanziari propongono prestiti personali di qualunque cifra a tassi apparentemente competitivi, e gli acquirenti di auto che promettono pagamenti in contanti, anche oltre la fatidica soglia dei mille euro stabilita per legge. Insomma, quando le difficoltà e la crisi non mollano la presa, è li che l’ ingegno dei malfattori trova terreno fertile. In una sorta di creatività illegale che si nutre del bisogno disperato della gente. In questi giorni sono centinaia i modenesi che hanno trovato infilato sotto i tergicristallo delle proprie auto in sosta bigliettini dal messaggio emblematico: «Acquistiamo autoveicoli nuovi o usati di qualsiasi tipo anche vecchi di molti anni. Pagamento in contanti». Nel nostro tentativo di proporre una vendita al telefono (lo raccontiamo a pagina 6 ), l’ interlocutore ha dimostrato una certa fretta nel voler concludere l’ affare. Parlare di vera truffa non si può, ma la cifra proposta dal compratore di origine slava, è stata nettamente al ribasso rispetto al valore reale del veicolo (2.500 euro per una Punto vecchia di due anni fa in perfette condizioni). «Sono di Ravenna e se vengo fino a Modena la macchina deve essere come mi hai descritto», ha raccomandato con tono minaccioso la voce dall’ altra parte della cornetta. «La bandiera di questi fenomeni sono sicuramente i compro oro dove si è disposti a vendere tutto pur di avere liquidità – spiega Fabio Galli, vice presidente del Codacons regionale – Anche l’ acquisto di auto in contanti rientra in questo quadro e permette alla persona bisognosa di monetizzare immediatamente il suo bene senza aspettare i tempi delle concessionarie che, spesso, prendono il veicolo in conto vendita». Oltrepassa ampiamente il confine della legalità, invece, il fenomeno dei prestiti tra privati. Per avere un esempio basta collegarsi al sito www.bakeca.it , entrare nella sezione di Modena e digitare il termine ?prestiti’ per veder comparire annunci scritti in un italiano mediocre: «Buongiorno. Dopo questa crisi finanziaria che fa che tutte le banche hanno problemi per fare prestiti, li informo che che la nostra coalizione d investitore è dispone ha assegnarvi un prestito compreso tra 2mila euro e 490mila euro e fare prestiti tra privato ci permetterà di fare girare nostra capitale per fruttarlo». Anche in questo caso ci siamo finti persone in difficoltà alla ricerca di un prestito da 10mila euro, spiegando come l’ inserimento del nostro nominativo nella lista dei cattivi pagatori ci precluda qualsiasi tipo di finanziamento da un normale istituto di credito. La risposta è stata immediata, così come la promessa di erogarci il denaro entro 72 ore con rimborso in 60 mesi. Nella stessa comunicazione via mail, il mediatore ci ha chiesto dati sensibili, tra cui iban, carta d’ identità e codice fiscale. Sempre su internet basta fare una breve ricerca per trovare casi simili dove soggetti ignari, dopo aver fornito tutti i dati, sono stati derubati del loro denaro sul conto corrente. Altra strategia del truffaldino può essere quella di chiedere di versare in anticipo, solitamente su una carta ricaricabile, le spese per l’ apertura della pratica di finanziamento. Inutile dire che in entrambi i casi il nostro presunto finanziatore scomparirebbe nel nulla appena messo mano sul piccolo tesoro. Le frodi hanno sempre le stesse idee di base: o la controparte è inesistente, oppure l’ obiettivo è sottrarre dati sensibili. «Non ci stancheremo mai di dire ai cittadini di non fornire informazioni private a persone di cui non conosciamo bene l’ identità – spiega Renza Barani, presidente di Federconsumatori Modena – Dietro a questi soggetti molte volte si nascondono, nelle migliori delle ipotesi, delle finanziarie spregiudicate con tassi ai limiti dell’ usura, mentre nella peggiore anche la delinquenza. Quotidianamente al nostro numero verde di Sos Truffa ascoltiamo segnalazioni di questo tipo, figlie di questo periodo di crisi economica». A sua volta, Fabio Galli del Codacons cita un altro spettro ben conosciuto dalle cronache: «Spesso dietro questi fenomeni si nascondono usurai che applicano un sistema di incasso che fa leva sulle minacce personali. Quando un soggetto arriva a temere per la propria famiglia è disposto a tutto pur di trovare i soldi da restituire. E l’ usuraio fa leva su questa disperazione». nVincenzo Malara.
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