Truffe con i sosia degli euro
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fonte:
- Il Messaggero
Con euro palesemente falsi sono state anche ingannate delle persone anziane (secondo il canovaccio così concepito: “Mi potete per favore cambiare questi soldi…“). Invece bisogna stare attenti alle beffe, ai simileuro. Eccone un campionario. Desta preoccupazione l`eurososia thailandese, il bath dal misero valore di 25 centesimi di euro. La moneta da 10 bath ha le stesse misure della moneta da due euro e i primi a farne le spese sono stati i parchimetri e le macchinette distributrici di bevande e sigarette. Con poco meno di 500 vecchie lire si parcheggia per due ore o si ritira in pacchetto di “bionde“. Dimensioni, peso e colorazione giallo-bianca sono quasi identici. La diffusione delle monete thailandesi è, comunque, bassa e neanche tutti i distributori possono essere ingannati. Il problema non si pone, salvo problemi di vista, nel caso di resto della spesa dato che le raffigurazioni sulle due monete sono del tutto differenti: sulla parte esterna si possono leggere scritte in caratteri thailandesi.
Se con il bath si può stare sicuri, un`altra beffa per l`euro è ben più pericolosa: i pesos cileni. Uguali in tutto alla moneta da 1 euro (stessa dimensione, forma, colore, spessore e peso), ma dal valore di 100 pesos, l`equivalente di 15 centesimi di euro. Anche in questo caso in pericolo macchinette distributrici di bevande e sigarette, tra l`altro già colpite in Umbria. Ma si rischia anche ai lavaggi self-service di auto o con i carrelli della spesa. In questo caso si scambia una moneta da due euro con 15 centesimi di controvalore. Le monete sotto accusa sono prodotte dalla Banca Centrale Cilena e valgono 100 pesos, l`equivalente di 15 centesimi di euro. Su un lato è impressa l`immagine di una donna e sul rovescio lo stemma cileno. Ma i colori del tondello sono uguali a quella da un euro; questo perché il Cile è uno dei principali produttori di tondelli di euro. La stessa macchina produce pesos in Cile ed euro nel Vecchio continente. “Lamentele in tal senso non ne abbiamo ancora ricevute – dicono al Codacons – ma segnalazioni di persone che hanno avuto in resto, magari scambiando il carrello al supermercato, vecchie 500 lire al posto dei 2 euro o delle 200 lire al posto dei 20 centesimi ne abbiamo raccolte molte da quando è entrato in vigore la nuova moneta“.
Un ultimo caso, ma si tratta di leggenda metropolitana, che ha fatto il giro dell`Unione europea. Uno sconosciuto buontempone ha pagato il rifornimento di benzina ad una stazione di servizio con una banconota da 300 euro ottenendone pure un resto di 250. Solo successivamente, guardando con maggiore attenzione la banconota verde, il benzinaio si è ricordato che non esiste tale banconota e che vi erano raffigurate due donne nude. Ma nessuna conferma è mai stata trovata.
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