Truffati dal broker «Bene l’ acconto ora vogliamo il resto»
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fonte:
- La Nuova Ferrara
ieri gli assegni a cinque degli ex clienti assistiti da codacons il legale: «aspettate l’ appello prima di impiegare i soldi»il risparmio tradito
Erano increduli, disperati e furiosi, nel febbraio del 2013 alla rotonda della fontana di Jolanda di Savoia, gli ormai ex clienti dell’ ormai ex promoter finanziario Raffaele Mazzoni, che da pochi giorni si era volatilizzato dopo aver bruciato i risparmi a lui affidati. Si erano riuniti per rendere pubblica la loro volontà di intraprendere una causa collettiva nella speranza di recuperare almeno in parte i loro soldi. Cinque anni, un processo e una condanna (a quasi 12 anni) più tardi, quei primi squilli di battaglia si sono concretizzati nei primi assegni consegnati a coloro che, affidandosi al Codacons, si erano costituiti parte civile contro quel promotore finanziario che per molti era diventato un amico di famiglia, e per alcuni era addirittura un parente.«Mi chiamava zio, e veniva spesso a mangiare a casa mia con la sua famiglia. Bene questo acconto, ma vogliamo recuperare tutto il resto», riferisce uno degli ex clienti, rigirando tra le mani l’ assegno che l’ avvocato del Codacons Bruno Barbieri gli ha appena consegnato. È ancora una parte, corrispondente alla provvisionale stabilita dal giudice Debora Landolfi insieme alla sentenza di condanna per l’ ex promotore. A garantir ai risparmiatori la speranza di essere risarciti, il riconoscimento di Banca Mediolanum, per cui Mazzoni lavorava, come responsabile civile. Così non è stato per le parti civili più sfortunate, per le quali il risarcimento è stato stabilito solo a carico di Mazzoni.L’ appuntamento, ieri mattina per la consegna degli assegni, era all’ agenzia immobiliare Oggi di piazzale dei Giochi, sede ferrarese di appoggio per il Codacons. C’ era lo stesso avvocato Barbieri a mettere gli assegni delle mani dei suoi assistiti. Solo cinque, quelli presenti ieri all’ appuntamento ferrarese: «Altri dieci sono stati consegnati a Bologna, i restanti saranno recapitati nei prossimi giorni, in tutto 30 assegni per 53 persone e un totale di 3 milioni di euro». Altri 20 ex clienti avevano preferito uscire da processo trovando un accordo con la Banca, un’ altra ventina di parti civili – tra quelle seguite dal Codacons – non hanno avuto nulla perché il loro unico “creditore” è Mazzoni, che ha sempre dichiarato di aver perso tutto il denaro, nel tentativo di coprire buchi sempre più grandi. È stato certosino, il lavoro del giudice Landolfi, che il 19 luglio scorso, sei mesi dopo la sentenza, ha depositato le motivazioni indicando, caso per caso, tutte le somme riconosciute. Ma adesso per tutti, risarciti e non, si apre la seconda battaglia in tribunale, quella del processo d’ Appello. C’ è il Codacons, che chiede di rimpinguare l’ acconto provvisionale e di ottenere giustizia anche per le parti civile rimaste a mani vuote. Ma c’ è Banca Mediolanum, che sostiene di non essere responsabile delle azioni contestate a Mazzoni che aveva cominciato a operare da cane sciolto con i suoi clienti. In altre parole, la partita non può dirsi ancora chiusa: «Diciamo a tutti quanti di tenere conto che c’ è anche la possibilità di doverli restituire, questi soldi, se l’ Appello sarà sfavorevole», avverte Barbieri. Il processo di secondo grado sarà fissato tra la primavera e l’ estate, per concludersi in autunno: «L’ esito del processo di primo grado resta comunque un segnale molto positivo – conclude il legale – e penso che sia un segnale di incoraggiamento anche per Carife».Alessandra Mura.
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