30 Luglio 2020

Truffati con la promessa di un lavoro

ROMA – Centosettanta giovani truffati con la promessa di un posto di lavoro si sono rivolti attraverso il Codacons alla procura della Repubblica di Roma, chiedendo di aprire una indagine per truffa e associazione a delinquere. La vicenda risale a gennaio 2019 quando alcuni dei querelanti vengono contattati dal S.P. con la promessa di essere assunti con contratto a tempo indeterminato per l’ affidamento dell’ incarico di vigilanza privata – previo svolgimento di alcuni corsi di formazione – prima presso le società Gruppo Distribuzione S.p.a., Distribuzione Italia S.r.l., Youtilitycenter S.r.l. e poi presso la Società Security People. Il 28 febbraio dello stesso anno si è svolto un incontro per mettere a punto le trattative al termine del quale S.P. si è fatto consegnare dai futuri dipendenti una quota (variabile dai 300 e 3.500 euro a persona) per l’ acquisto di armi e divise e per le spese sostenute per le iscrizioni e i decreti in Questura. La promessa, per chi pagava di più, era quella di una posizione aziendale più importante (a chi ha pagato 3.500 euro in contanti erano stati promessi il ruolo di comandante e l’ utilizzo dell’ auto di servizio, una Alfa Romeo Stelvio). Tutto accadeva in assenza di ricevuta o documento in origi nale, ma solo tramite foto idonee a convincerli della verità e bontà delle promesse fatte. A metà dell’ ottobre del 2019 i 170 ragazzi coinvolti nella truffa venivamo informati che, a causa di alcuni problemi burocratici non meglio specificati, le assunzioni sarebbero state rimandate di qualche settimana. Iniziano così una serie di rinvii, giustificazioni, continui spostamenti della data di assunzione che terminano lo scorso 18 maggio, quando alcuni dei soggetti incappati nel raggiro si sono recati insieme davanti a quella che sarebbe dovuta essere la sede della Società Secutity People, scoprendo che non solo tale società non esisterebbe, ma anche che, A. – qualificatasi inizialmente come amministratore delegato di una società dal nome Gruppo Distribuzione S.p.a. – altro non sarebbe che una semplice dipendente di un call center e avrebbe anche diversi precedenti penali per reati simili. Di fronte a tale scoperta e alla mancata restituzione dei soldi consegnati in contanti – in totale oltre 75 mila euro – soldi che allo stato attuale sembrano spariti nel nulla, i 170 giovani si sono rivolti al Codacons e hanno presentato una formale denuncia in Procura per le possibili fattispecie di truffa e associazione a delinquere.

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