27 Marzo 2015

«Truffata dal finto assicuratore È sparito con i miei risparmi»

«Truffata dal finto assicuratore È sparito con i miei risparmi»

di FRANCESCO VECCHI MIGLIAIA di euro prelevati dal conto in Posta e lasciati a quel promotore dell’ assicurazione di fiducia che le aveva promesso di metterli al sicuro e, anzi, di farli crescere col tempo. Contanti che però sono spartiti nel nulla insieme al presunto (decisamente) professionista’. Il Condacons ha deciso di raccontare la storia della 62enne Antonia Gennarelli per lanciare un segnale d’ allerta nei confronti di chi si trovi nel mezzo di operazioni non del tutto chiare basate sul passaggio di denaro liquido. Esattamente la disavventura capitata alla 62enne modenese, che ora si è rivolta ad un avvocato, Saverio Iacoi, ed è stata sentita dai carabinieri mentre presentava denuncia. Militari che starebbero indagando anche su altri episodi molto simili imputabili sempre allo stesso soggetto. «Nel 2013 racconta Gennarelli sono andata nelle sede della mia assicurazione, alla quale sono legata da anni. Lì un giovane che ha detto di lavorare per la compagnia mi ha consigliato di portare tutti i miei soldi e spostarli in un deposito, dove lui mi ha garantito che col tempo sarebbero cresciuti. Nel patto c’ era anche la possibilità di effettuare prelievi quando ne avessi avuto bisogno». E così la donna fa: si ripresenta con le banconote, le lascia al giovane promotore/consulente, il quale le fa firmare un foglio come fosse un cotratto vero e proprio. «Ma chiarisce l’ avvocato Iacoi in realtà si tratta di una semplice scrittura privata». Esatto, carta straccia. In realtà la 62enne non si ritrova in mano alcun atto ufficiale. Sul momento non si fa grossi problemi, l’ accordo è basato infatti sulla fiducia che ha nei confronti della sua assicurazione. Un giorno però Gennarelli viene contattata dai carabinieri: evidentemente, come detto, non è l’ unica. Scopre così che dei suoi soldi non ci sono più notizie e allo stesso tempo che è impossibile rintracciare il soggetto in questione. Si rende conto in sostanza di essere stata truffata. E l’ assicurazione che fa? Risponde picche. «Mi hanno detto che la responsabilità è mia perché non ho preso le dovute cautele e mi sono affidata a questa persona che ha agito per interessi propri e non su incarico dell’ assicurazione stessa. Quello che chiedo spiega Gennarelli e una presa di posizione da parte delle altre persone che hanno subito la stessa cosa. Si facciano avanti e si rivolgano come ho fatto io al Codacons». Nel mentre la causa civile intentata dall’ avvocato è pronta. Sul fronte penale le cose si muovono col tipico e necessario silenzio. «Questa vicenda dice Fabio Galli, segretario del Codacons di Modena mostra ancora una volta come sia pericolosissimo fare operazioni del genere con soldi contanti. Utilizzare sempre assegni circolari. Perché così restano tracce». Eccole le regole dell’ associazione quando ci si trova a stipulare contratti: 1) Il venditore/assicuratore ha l’ obbligo di correttezza e trasparenza 2) Consegna della documentazione precontrattuale e contrattuale sottoscritta dal contraente 3) Le informazioni devono essere date su scelte consapevoli e rispondenti alla esigenze dei clienti 4) Obbligo di consegna del fascicolo informativo 5) Adeguatezza del contratto offerto in base alle esigenze assicurative/previdenziali e alla propensione del rischio 6) Devono essere acquisite notizie personali. In caso di rifiuto deve essere firmata apposita dichiarazione 7) No a operazioni con conflitto di interesse 8) Per cinque anni conservare la documentazione 9) Divieto di ricevere contante su assicurazioni vita, solo bonifici o assegni 10) Per assicurazione danni con premi massimi di 750 euro annui, contante oltre bonifici o assegni. Intestati sempre alla compagnia.

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