29 Aprile 2020

Truffata con Postepay colpo da tremila euro Codacons: sia risarcita

il trucco: un sms per chiedere di aggiornare i codici dell’ app l’ associazione dei consumatori: deve essere rimborsata
Giovanni Scarpa / pavia Raggirata on line di tremila euro da truffatori che si sono spacciati per operatori di Poste Italiane. Lo ha denunciato una donna a Codacons, dopo aver segnalato il raggiro anche all’ autorità giudiziaria. La donna, J.S. che abita a Pavia ,ora chiede che la cifra le sia rimborsata dall’ azienda. E per questo si è rivolta all’ associazione che tutela i diritti dei consumatori. la truffa«La nostra associata ha ricevuto sul suo cellulare un sms da Posteinfo con l’ invito ad aggiornare i dati della sua carta Postepay Evolution _ dice Codacons in una nota in cui racconta la vicenda_. Poco dopo, senza che avesse fatto nulla, ha ricevuto la telefonata di un sedicente operatore Poste Italiane il quale prima si accertava che sul suo cellulare fossero arrivati dei codici e poi le chiedeva di non fare accesso alla sua app Poste prima delle 10,00 del giorno successivo, questo per non compromettere le operazioni di aggiornamento». Morale: il giorno dopo la signora si è accorta che dalla sua Postepay erano spariti 2.985 euro a titolo di bonifico per un acquisto che, ovviamente, non aveva mai fatto. La donna si è rivolta quindi a Poste Italiane per chiedere il rimborso, ma senza successo. «Questa denuncia non è la prima _ spiega l’ associazione dei consumatori _. Ma quello che è peggio è Poste non abbia ancora provveduto al rimborso della somma fraudolentemente sottratta alla signora anche dopo aver fatto il reclamo». Secondo Codancos, infatti, Poste Italiane anche in casi come questi, dove è evidente il raggiro messo a segno da truffatori e quindi senza alcuna responsabilità da parte della società, è obbligata a risarcire la somma sottratta illegalmente al cliente. codancos contro poste«Come detto, purtroppo casi come quello denunciato da J.S. sono assai frequenti _ precisa ancora l’ associazione _.Così come è frequente anche il silenzio di Poste sulle legittime richieste di risarcimento, anche quando, come nel caso di specie, la giurisprudenza depone a favore dei consumatori». La motivazione è che «è ragionevole gravare dei rischi statisticamente prevedibili legati ad attività oggettivamente pericolose l’ impresa in quanto quest’ ultima è in grado di distribuire su una moltitudine di utenti il rischio dell’ impiego fraudolento di carte di credito o di strumenti di pagamento evitando che gravi direttamente sul singolo pagatore». «Relativamente al caso della signora è necessario attendere l’ esito del reclamo – è la posizione di Poste Italiane. Qualora la cliente non fosse soddisfatta dell’ esito _ precisa ancora Poste Italiane _ può ricorrere alla procedura di conciliazione». —

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