Truffa via internet: aziende sotto accusa
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fonte:
- La Città
Ora si indaga su alcune ditte ritenute sospette I contenziosi pagati per le bollette da capogiro
Importanti sviluppi nelle indagini sulla mega truffa telematica che ha fatto decine di vittime. Non dovrebbe trattarsi, infatti, soltanto di un pirata informatico che ha telefonato a «scrocco», ma di alcune aziende produttrici di software che installano automaticamente, vale a dire all`insaputa del navigatore, dei programmi di connessione che collegano l`utente con server sparsi nel mondo. Ciò rappresenta una truffa di ingente portata, come dimostrano le migliaia di euro fatte pagare agli sfortunati caduti nella rete tesa dalle aziende, senza che questi ne sapessero nulla. L`elenco degli utenti «gabbati» dal fantomatico hacker è intanto salito, con le denunce presentate nei giorni scorsi, ad oltre 90. La polizia postale è sempre più vicina all`individuazione del pirata informatico, che dovrebbe essere uno dei responsabili delle telefonate fatte a «scrocco» a danno degli utenti informatici. Nelle scorse settimane gran parte delle vittime ha deciso di non pagare quanto indebitamente fatturato in bolletta, ma di scorporare e versare la sola quota dovuta alla Telecom per le telefonate. Così facendo gli utenti non possono essere costretti a pagare con azioni legali coercitive, in quanto il Commissariato di Polizia di Battipaglia ha riconosciuto la truffa nella cifra spropositata fatturata in bolletta. In alcuni casi, come in quello della signora Domenica Episcopo, la Telecom aveva fatturato decine di euro, per un totale a fine mese di centinaia di euro, per pochi minuti di connessione. In altri casi i tabulati delle telefonate effettuate attestavano che le connessioni ad internet erano state fatte in giorni in cui il computer della vittima era in assistenza per delle riparazioni. Alcune delle vittime della truffa hanno invece deciso di pagare quanto fatturato, con la speranza di recuperare poi l`importo a fine indagini. Anche il Codacons di Battipaglia si è interessato della faccenda, mettendo a disposizione di chi ne facesse richiesta un pool di 4 avvocati, per tutelare gli interessi degli utenti, ed invitando a non corrispondere la cifra, se non conteggiata solamente sulle reali telefonate fatte. Gli inquirenti dovranno accertare se fra le aziende produttrici e l`hacker, che gli agenti hanno rinominato “x-70“, vi siano o meno delle correlazioni. Il fatto che non vi sia una sola persona all`origine della truffa era stato ipotizzato nei giorni scorsi dalla polizia postale, sia per l`ingente numero di vittime che per la cifra, pari ad oltre 15.000,00 euro, estorta sino ad oggi agli utenti. Il numero di aziende coinvolte nella truffa dovrebbe essere di 3 o al massimo 4. Ma ce ne sarebbero un`altra decina.
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